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Perfect body: quando la moda esula dalla realtà

La perfezione, si sa, è una qualità che non appartiene agli uomini, anche se qualche multinazionale che produce abbigliamento o cosmetici cerca sempre di volerla raggiungere o di elevare l’umanità ad essa. Forse però non è proprio ciò di cui la gente ha bisogno.

Lo stesso devono aver pensato Frances Black, Gabriella Koutourides e Laura Ferris, tre studentesse di Leeds che hanno aperto una petizione su Change.org contro la nota marca di intimo Victoria’s secret, rea di aver commercializzato un reggiseno di nome “body” e di averlo pubblicizzato con tre modelle bellissime e magrissime in una campagna chiamata “The perfect body”.

Secondo loro l’immagine che ne veniva fuori era dannosa ed inadeguata, perché distorceva la percezione della bellezza delle ragazze comuni, che già ogni giorno vengono rese più insicure dalle centinaia di pubblicità che esaltano canoni estetici  distanti anni luce da loro.

La risposta di Victoria’s secret non è tardata ad arrivare: niente scuse ufficiali, niente sostituzione dell’immagine delle modelle magrissime e bellissime, solo lo slogan è stato cambiato in “a body for every body”, un corpo per tutti i corpi, intendendo per “body” il loro reggiseno. Decisamente una scelta migliore della prima, sia per creatività che per messaggio pubblicitario (si veda l’articolo pubblicato su drepubblica.it ).

Purtroppo nella nostra società di massa veniamo continuamente ed inevitabilmente posti davanti a dei modelli ai quali aspirare: se vuoi essere felice, se vuoi essere bello e se vuoi essere ricco devi avere una bella macchina, un corpo muscoloso, devi indossare quel vestito o profumare di quella fragranza. Vogliono convincerci che la diversità di ciascuno, quella proprietà intrinseca che ci rende unici e che ci identifica tra migliaia, non ha più fascino, è obsoleta, ma la reazione di queste tre ragazze di Leeds è un buon segnale di cambiamento.

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