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Te la sei cercata!

DitoPuntatoÈ colpa tua, eri a conoscenza del rischio che correvi e noncurante gli sei andato incontro correndo, così ora ne subisci le conseguenze. Detto in parole povere: te la sei cercata.

Sicuramente ci sono molti modi per far trapelare il proprio dissenso nei confronti di chi sta facendo qualcosa di stupido o incomprensibile, tuttavia ho sempre e fortemente detestato questa espressione. Non basta il fatto che un’azione abbia delle conseguenze negative che dobbiamo scontare, deve esserci anche qualcuno che sentenzia con postuma saggezza?

Durante una trasmissione televisiva a proposito del recente scandalo delle escort reclutate come hostess di terra, un famoso psicologo era intervenuto dicendo che queste ragazze si erano volutamente e coscientemente consegnate nelle mani dello sfruttatore di turno. Loro avevano risposto ad un annuncio di lavoro che prevedeva un colloquio conoscitivo e la realizzazione di un book fotografico. Poteva certo destare qualche sospetto che per gli scatti avrebbero dovuto indossare biancheria intima e che il compenso proposto era decisamente superiore a quello di una normale hostess di terra, ma resta il fatto che queste giovani sono state malmenate, derubate ed in alcuni casi anche violentate. Il suddetto psicologo aveva liquidato la vicenda con un: «se la sono cercata» ma l’immediata indignazione del pubblico lo aveva obbligato a fare una rettifica. E questa è solo una delle tante storie che, solo a sentirle, sembrano quasi segnare il ritorno del tempo in cui una ragazza con la minigonna non era una vittima della depravazione di qualcuno, ma una temeraria un po’ ingenua che non si rendeva conto che il suo abbigliamento la rendeva la potenziale preda di un maniaco.

 Qualche anno fa dovevo scrivere un articolo su una manifestazione per la riqualifica di un quartiere della periferia di Roma, noto soprattutto per il narcotraffico e le rapine. Mi recai lì a mezzogiorno e, senza scendere troppo nei particolari, fui accerchiata e minacciata da un gruppo di spacciatori infastiditi dalla mia presenza. Per fortuna riuscii ad andarmene incolume ed il mio pezzo non fu solo sulla manifestazione ma anche e soprattutto su questa vicenda.  Immediatamente ci furono commenti negativi sul fatto: io ero un’irresponsabile, una sconsiderata che si era avventurata alla cieca in una zona pericolosa e che quindi non poteva poi lamentarsi che qualcuno l’avesse voluta scacciare. Io non ero lì per fare il mio lavoro, per informare. Io me l’ero cercata.

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