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26 e…?

Quando deve suonare il telefono? Quando stai facendo qualcosa, sempre. Non può suonare mentre sei seduto sul divano a guardare la parete. Stavolta è suonato mentre sto cucinando il sugo. “Buongiorno signora Falcone, siamo il servizio clienti della sua banca. Ci risulta che lei ha un conto riservato agli studenti, ma ormai ha 26 anni”. Rimango un attimo in silenzio, con uno scatto involontario le mie dita stringono forte il cellulare. “Come scusi?” riesco a rispondere dopo un istante. “Sì signora, ci risulta questo. Però, le ripeto, avendo 26 anni non può più usufruirne. Si suppone che a quest’età lei non sia più una studentessa. Anzi se vuole, quando verrà qui in agenzia, le posso mostrare alcune soluzioni per prestiti, se avesse intenzione di acquistare un immobile…”

E continua a parlare, il povero impiegato. E non so perché, forse perché sto affettando le cipolle, ma gli occhi iniziano a riempirsi di lacrime. Eh già. Ieri ho compiuto 26 anni ed il mio interlocutore non sa con quanta angoscia mi sono avvicinata a questa data. E nonostante quello che lui pensa di me, io sono ancora una studentessa. Ho fatto il mio iter nei tempi, fino ad un certo punto. Poi la voglia di indipendenza mi ha portata a cercare disperatamente un lavoro, togliendo tempo allo studio. Cosa  posso raccontare a quell’impiegato? Che il mio futuro è torbido, che l’ipotesi di poter acquistare un immobile mi sembra un’utopia? Che ho accantonato le speranze di quando, da matricola, decisi che un giorno sarei diventata una giornalista? Cosa importa, ormai non sono più una ragazzina.

-Cara Silvia, hai 26 anni, ora alzati e cresci.

Un respiro profondo, ringrazio ed attacco.