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Scuola, Innovazioni e Perplessità

Spesso le innovazioni ci lasciano perplessi, soprattutto quando si tratta dei cambiamenti che portano nella vita di tutti i giorni. Quasi due anni fa uscì su Pauranka un fondo di caffè sugli e-reader, dispositivi di lettura portatili che si temeva sostituissero in breve tempo il libro stampato su carta (http://pauranka.it/fondi-di-caffe/la-magna-charta/). Devo dire che nonostante tutto non c’è stata l’accoglienza calorosa che ipotizzavano i più esperti, anzi, un libro continua ad avere mediamente lo stesso prezzo di due anni fa e le librerie, specialmente di questi tempi, sono piene di gente. Però è sorto un altro fenomeno: l’uso illecito di tablet e smartphone nelle scuole. Ripensiamo ai tempi che furono, quando per copiare dal vicino di banco ci si lanciava i foglietti di carta, si sollevavano gli astucci per creare una sorta di barriera, si esercitava la vista nel decifrare la calligrafia altrui. I vocabolari erano pieni di appunti illeggibili ma preziosi che però, il più delle volte, non venivano neanche guardati e le palme delle mani erano tatuate con formule matematiche sbiadite dal sudore.

Adesso i più scettici guardano a questa innovazione con un certo disappunto: uno studente che vuole copiare può nascondere il suo smartphone, collegarsi ad internet, digitare ad esempio “Tacito, III° libro Annales” e magari perdere un po’ di tempo a parafrasare la versione corretta per dissimulare la copiatura. E il gioco è fatto.

No, non è così semplice, anche se può sembrare che avere un intero vocabolario a portata di click possa alleggerire il lavoro dello studente, non ne diminuisce la preparazione: far scorrere le proprie dita su un display è solo un processo diverso dallo sfogliare le pagine di un volume pesante, il risultato però non cambia. Quando nelle scuole si scriveva con il pennino ad inchiostro veniva valutata la bella scrittura, poi con l’avvento delle penne a sfera questa fase si è superata e si è badato di più al contenuto. Lo stesso avverrà tra poco, quando ogni studente utilizzerà il suo computer anche in classe.

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