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Mirtilli buoni da morire

In Giappone non digeriscono le nostre marmellate

 

marmellata-di-mirtilli-neri-fiordifrutta-formato-scortaIl Giappone dice no alla marmellata nostrana Rigoni di Asiago. Secondo gli standard nipponici c’è troppa radioattività nella confettura ai mirtilli ed oltre 5mila barattoli sono fermi alla dogana da giorni. I mirtilli utilizzati sono stati raccolti in Bulgaria e forse l’elevata radioattività potrebbe risalire all’incidente nucleare di Chernobyl nel 1986. Già da un mese il settimanale Shukan Asahi, dopo che alla dogana erano stata rilevata radioattività più alta del consentito in marmellate Ikea, aveva iniziato verifiche su prodotti alimentari europei. Il 18 ottobre il Tokyo Metropolitan Institute of Public Health ha così riscontrato livelli di Cesio 137 fino a 164 becquerel al kg nella suddetta marmellata con scadenza ottobre 2015. L’importatore Mie Project ha fatto sapere che la radioattività viene misurata due volte all’anno in Italia e nel settembre scorso un esame aveva dato risultati ampiamente nella norma. Importante però valutare il fatto che i livelli di radioattività massima consentiti in Europa sono in vari casi di oltre 10 volte superiori a quelli restrittivi introdotti in Giappone dopo l’incidente di Fukushima, pertanto le marmellate Rigoni di Asiago rientrano perfettamente negli standard europei. In Giappone il limite per i prodotti come le marmellate è di 100 Bq/kg contro il precedente 500 Bq/kg; nell’Unione Europea questo limite è di 1250 Bq/kg, mentre negli Stati Uniti è di 1200. Analisi condotte dalla Rigoni su vari lotti di Fiordifrutta ai mirtilli neri hanno riscontrato valori ben al di sotto di 100 Bq/kg, ovvero valori di 5,8 e 7,9 Bq/kg. L’azienda si è difesa dichiarando che i mirtilli biologici sono frutti raccolti in montagna, costantemente controllati dalle Autorità sanitarie italiane e sempre trovati conformi.

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