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Maxi sequestro all’Aquila, 800 balconi sotto sigillo

Balcone crollatoCasa dolce casa, più o meno. È quello che devono aver pensato gli inquilini dei 494 appartamenti antisismici costruiti dopo il 2009 che da lunedì si ritroveranno con il balcone precluso dai sigilli della Procura della Repubblica. Gli edifici, costruiti all’interno del “Progetto Case” nei territori di Cese di Preturo, Collebrincioni, Coppito, Sassa e Arischia hanno subìto il sequestro di circa 800 balconi, ritenuti inagibili dal gip del tribunale aquilano, in seguito all’inchiesta partita dopo il primo crollo di uno di essi qualche settimana fa.

L’episodio fortunatamente non aveva avuto conseguenze drammatiche: il balcone, che si trovava al secondo piano di un prefabbricato di Cese di Preturo, si era staccato dalla struttura senza però colpire i passanti. Immediata la reazione del sindaco Cialente che aveva prescritto un’ordinanza per invitare i cittadini a non utilizzare le strutture pericolose.

Secondo il procuratore capo Fausto Cardella ed il pm titolare dell’inchiesta Roberta D’Avolio, le ipotesi di reato sono di crollo colposo e frode in pubbliche forniture, anche se non sono da escludere eventuali responsabilità nel processo di manutenzione ordinaria e straordinaria. Lo stesso Cardella si è scusato per i disagi che questo sequestro causerà agli inquilini ed ha dichiarato che l’operazione sarà gestita nel massimo rispetto degli abitanti.

Il “Progetto Case”, che consiste in 19 insediamenti (chiamati newtown) ha visto la costruzione di circa 4500 alloggi per gli oltre 16000 aquilani sfollati dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

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