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L’età non ha età

Qualche giorno fa ascoltavo distrattamente una conversazione tra due donne in un supermercato. Una delle due si stava lamentando con l’altra del suo nuovo parrucchiere che, a detta sua, le aveva sbagliato il taglio di capelli, facendola sembrare «una sessantenne». Incuriosita da questa affermazione e dagli improperi che stava indirizzando nei confronti di quell’incompetente, guardavo con attenzione colei che parlava. Rughe marcate sul viso, pelle del collo cadente, grinze sulle mani inanellate. Tutti chiari segnali che la donna in questione aveva realmente sessant’anni. E allora, come te li doveva tagliare i capelli?

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Molte persone combattono costantemente i segni inequivocabili del trascorrere del tempo: non solo le stelle di Hollywood o i politici nostrani, anche le persone comuni che si iniettano il botox per distendere il viso, che vanno in palestra ogni giorno e che comprano i vestiti nei negozi frequentati dai ventenni non si rassegnano. Tuttavia siamo molto più disposti a tollerare l’ultimo lifting di Demi Moore rispetto a quello della nostra vicina di casa. D’altronde, una diva di quel genere è sempre stata abituata ad essere bellissima, a costruire la sua carriera sull’immagine, come può accettare che il suo bel viso sia solcato dalle rughe? La sua carriera finirebbe, così come finirebbe la sua vita. Mentre l’attrice è quasi obbligata a farlo, la nostra vicina sembrerebbe ridicola.

C’è da dire però che i tempi cambiano ed un sessantenne di oggi non è più come un sessantenne di qualche lustro fa. Dato che ormai si è adolescenti fino ai trent’anni, perchè non si abbandona la casa paterna, tutte le età si sono allungate. Ecco che Alessandro Gassmann viene definito «ragazzo» a quarantotto anni, Barbara D’Urso «giovane donna» a cinquantasei e Sophia Loren, in una fiction, può recitare la parte della quarantenne, nonostante abbia quasi il doppio dell’età.

Mi viene in mente l’ultimo capitolo di Morte a Venezia, in cui Aschenbach si riduce ad una marionetta di sé stesso, pur di stare vicino al giovane Tadzio. Perde la sua dignità, perde la sua personalità e perde la sua vita.

Fonte immagine: http://www.inventati.org/apm/abolizionismo/materiali_images/siscar04.jpg

 

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