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In viaggio con lo Sputnik

Qualche giorno fa, dopo un breve soggiorno a Parigi, mi è capitato di aspettare l’imbarco del mio volo di ritorno per quasi un’ora. Per anni ho trascorso ore ad attendere treni, autobus e tram, quindi posso dire che ero abbastanza preparata al trascorrere del tempo e nemmeno troppo infastidita; l’unica cosa che un po’ mi dispiaceva era l’assenza di un libro da leggere perché, per risparmiare sul peso del mio bagaglio, avevo sacrificato la lettura.

la_valigia_del_lettore_slideshow_gallery_sfilateMentre la mia mente vagava lontano e lo sguardo si imbatteva nelle pubblicità dell’aeroporto, notai una ragazza poco distante da me che stava piangendo silenziosamente. Per rispetto e per educazione, mi avvicinai e le chiesi in inglese se avesse bisogno di aiuto. Lei mi rispose gentilmente che non era nulla di grave, solo che nella concitazione della partenza aveva perso una piccola borsa e che ora doveva viaggiare senza il suo prezioso contenuto. Nel mio inglese un po’ incerto le chiesi se avesse sporto denuncia, perché la parola “prezioso” mi aveva fatto pensare ad un portafogli, un computer, un documento. Sorrise di nuovo, con altre lacrime, e mi spiegò che aveva perso il suo unico compagno di viaggio, un libro.

Forse feci un’espressione strana, perché si affrettò a specificare che per lei un libro è un amico essenziale, una sorta di realtà parallela che ci segue, un viaggio nel viaggio. Non potevo essere più d’accordo, ora che ero sprovvista del mio, mi rendevo conto di quando mi mancasse.

Poi iniziammo a parlare chiacchierare e lei mi chiese del mio accento un po’ strano, simile a quello degli attori che recitano la parte dei russi. Mentre le spiegavo divertita il perché quando parlo in inglese sembro una profuga dell’Est, mi venne in mente una cosa interessante. «Tu lo sai come si dice compagno di viaggio in russo? Sputnik. Il tuo libro era il tuo Sputnik.»
E Charlotte – così si chiamava la ragazza– si illuminò.

Il nome Sputnik, che per noi significa qualcosa che ti accompagna verso le stelle, può veramente essere un libro. Le sue pagine, le sue storie, i suoi personaggi, ti aprono mille mondi diversi davanti. Un libro ti fa viaggiare veramente, anche standotene a casa. Mi ero scordata di questa sensazione che mi era molto familiare da bambina, quando leggere era l’unico modo per conoscere altre realtà. Ringraziai Charlotte per avermi fatto ricordare quanto possa essere bello viaggiare con un libro accanto e tornai a casa.

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