Articolo

Discipline umanistiche in crisi: calo di iscrizioni al Liceo Classico

imageQualche giorno fa ho letto un interessante articolo di un noto settimanale sul calo delle iscrizioni al Liceo Classico. Ogni anno, sempre più istituti sono costretti a mietere sezioni, viste le scarse leve ginnasiali. Anche licei storici come il Parini di Milano o il Visconti di Roma sono costretti a ridurre il numero delle classi e si contano quarte ginnasio di appena undici studenti. Il motivo di tutto questo disinteresse nei confronti di Omero e Virgilio è ancora una volta, secondo gli esperti, la crisi. Gli studi classici o umanistici non garantiscono sbocchi lavorativi come invece fanno i diplomi da perito elettronico o da ragioniere. Così la scelta degli adolescenti (e soprattutto dei genitori) cade sempre più su istituti tecnici con indirizzo informatico o licei linguistici in cui si può studiare anche il cinese, per avere migliori prospettive dopo i cinque anni di studio. Forse la consapevolezza dell’imbarbarimento culturale scaturito dalla crisi si avrà solo tra qualche anno, quando sempre meno persone sapranno chi ha scritto il De rerum naturae.

Mi vengono in mente tutte le volte che, da ginnasiale prima e da liceale poi, i miei amici mi chiedevano per quale motivo fosse tanto importante studiare il greco, il latino, la filosofia. Che scopo avesse trascorrere tutto il pomeriggio a combattere accanto agli Achèi, a difendere Eratostene, ad inveire contro Catilina. Ai loro occhi quel genere di cultura era limitante e non mi avrebbe aperto nessuna porta. La mia risposta era sempre la stessa«Prima che ti si apra una porta, ti si deve aprire la mente».

blog comments powered by Disqus