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Digiunare a Natale

1293389398_natale_in_crisi_3Se qualcuno sogna la sera di Natale per i ricchi banchetti ed i regali costosi, forse stavolta resterà un po’ deluso. Già l’anno scorso erano state annunciate le festività più castigate degli ultimi trent’anni, ma ormai i sondaggi mostrano numeri sempre più ridotti. Alla fame, ovviamente. In passato le feste venivano attese da milioni di italiani che non vedevano l’ora di imbarcarsi per qualche località sciistica, magari anche sull’Appennino e magari anche solo con lo slittino, però si trattava comunque di vacanze sulla neve. C’erano gli appuntamenti fissi in concomitanza con le feste: tombolate fino alla nausea, pasti dalle portate infinite, i regali griffati delle varie banche o aziende, parenti che spuntavano per le feste e con esse scomparivano, trasferte per chi viveva in una città diversa da quella natale.

Ecco quali saranno invece gli appuntamenti per quest’anno. Intanto 48 milioni di italiani se ne resteranno a casetta, addio «Vacanze di Natale + località a caso». Quelli che si sposteranno, invece, pernotteranno sul divano di qualche conoscente, invece che alloggiare in albergo. Dati preoccupanti per la Federalberghi, che ha registrato un calo storico di prenotazioni questo Natale.

Anche il piatto piange ed oltre a mangiare meno, mangeremo anche male: i Nas hanno portato a termine l’operazione Pulizie di Natale, sequestrando 250 tonnellate di cibo avariato, tra cui cotechini, panettoni e pesce. Sarebbero finiti in oltre seicento supermercati su tutta la penisola, venduti a prezzi stracciati e sicuramente acquistati. D’altronde, tutto ha un prezzo, persino il baccalà della vigilia.

Così, mentre ci avviciniamo a quello che secondo Obama è l’anno della svolta economica mondiale, mettiamo a bagno le lenticchie che abbiamo comprato al discount e scegliamo il panettone meno farcito che però costa tre euro di meno. D’altronde, non serve mangiare per entrare nello spirito natalizio. O forse ci hanno insegnato che invece è così?

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