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Il debito pubblico

debito-pubblicoC’è chi pensa che il problema principale dell’Italia in questo momento sia la crisi occupazionale, che impoverisce il Paese e ne limita la crescita. Questo in parte è vero, ma se si cercasse di andare un po’ più a fondo ci si dovrebbe chiedere come sia possibile creare nuovi posti di lavoro quando il debito pubblico ammonta a 2.168 miliardi di euro. La verità è che siamo sull’orlo del baratro, anzi, per dirla in maniera teatrale, siamo ad un passo dalla Grecia.

Purtroppo di questo non se ne parla, i telegiornali abbondano di notizie di qualsiasi genere, ma del pericolo di bancarotta della nazione sembra che non importi a nessuno; forse questo è seguito con interesse solo a Bruxelles, dove non vedono l’ora che qui si sfori il deficit per regalarci altre sanzioni. Insomma, dobbiamo preoccuparci di qualsiasi cosa, tranne che del nostro futuro.

Cosa fanno i nostri amati politici per scongiurare questa catastrofe? L’antidoto, ammesso che se ne trovi uno, potrebbe essere la prossima legge di Stabilità, che invece di far sperare in una risoluzione preoccupa per le ghigliottinate che sferrerà. Difatti, nonostante gli acclamati tagli ai ministeri e agli enti comunali e regionali, anche due miliardi amministrati dal Ministero del Lavoro e destinati agli anziani senza reddito serviranno a rimpinguare le casse dello stato.

Va bene il debito pubblico, ma possibile che per tamponare la situazione si debbano togliere quei pochi servizi sociali che aiutano veramente i più poveri? Vogliono davvero farci credere che non ci sia un altro modo per tirare fuori le risorse di cui abbiamo bisogno per scongiurare la fine economica dell’Italia? Sembra che ancora una volta la risposta sia la più ovvia: no. Ricalcolare l’Isee ci farà sembrare tutti meno poveri, almeno sulla carta. Così anche chi non ha niente potrà avere comunque qualcosa da donare.

Fonte immagine: http://www.cnms.it/vignette-campagna-debito-pubblico

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