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Intervista a Francesco Henderson Pepe

imageIntroduzione a cura di Francesca Robertiello: “Ho avuto modo di conoscere Francesco H. Pepe nel corso della IX edizione del Magna Graecia Film Festival, dove la sua pellicola Amaro Amore, ancora non uscita nelle sale, ricevette una segnalazione, un premio speciale, nonostante fosse fuori concorso. Francesco, apparentemente schivo, è una persona molto introversa ed estremamente riflessiva. Ha dentro di sé un mondo fantastico che difficilmente riesce a condividere, ma quando prova a farlo crea capolavori come il suo film. In occasione dell’uscita ufficiale nelle sale di Amaro Amore, 23 maggio 2013, proponiamo eccezionalmente per i lettori di Pauranka questa suggestiva intervista”.

Ciao Francesco, ci ricordi sommariamente il tuo percorso formativo?

     Ciao, Francesca, credo che il più grande insegnamento mi sia stato dato dalla vita; la coscienza, l’osservazione, l’amore e la passione verso la creazione che ho avuto sin da piccolo mi hanno regalato la luce di un mondo di sogni. Ho passato la mia infanzia a scrivere, e a guardare film; immaginavo cose che desideravo vedere e così ho iniziato un lungo viaggio, che subito dopo il liceo mi ha spinto a frequentare la Nuct (Scuola Internazionale di Cinema e Televisione, n.d.r.), appena aperta, tra il ’96 e ’98, e con insegnanti come Scola, Lizzani, Vancini, ed Ugo Pirro ho trascorso due anni accademici in cui ho potuto sperimentare idee con molte persone interessanti. In seguito molto ha significato la volontà, la pazienza, la determinazione di raggiungere quella dimensione che ci fa sentire vivi; tutto questo mi ha formato, e mi fa essere ancora quel visionario che cerca di comunicare in un sistema sempre più complicato ed assente.  

Quando hai capito che nella vita ti saresti occupato di cinema?

     Come ho detto precedentemente, è una passione che credo di avere da quando ero piccolo ed ancora oggi, a volte, non mi rendo neanche conto di quanto essa faccia parte della mia vita. 

Ci dici qual è l’attore, il regista e il film che in assoluto preferisci?

     Premetto di non avere una preferenza assoluta, ma come attore penso che Al Pacino sia una delle colonne portanti della recitazione; di maestri e di film, troppi: Antonioni, Leone, R. Scott, Spielberg, Fellini, Coppola, Pasolini, Ferreri…potrei non finire più! Tra i film, sicuramente ci metto “2001, Odissea nello spazio”.  

Amaro Amore”, nelle sale italiane dal 23 maggio, è il tuo primo film. Da quanto ci lavoravi? Quando e in che modo è giunta l’occasione per iniziare a pensare concretamente di realizzarlo?

     Tra ideazione, produzione e sviluppo ci sono voluti circa 6-7 anni e poiché ho seguito il tutto anche come produttore, credo che già in quell’incontro con il mio avvocato, in cui si accese la prima fiamma, ero già deciso a realizzarlo. 

Quanto è difficile realizzare un’opera prima in Italia?

     Molto, moltissimo…è davvero una grande impresa! Troppa burocrazia, troppa lentezza.

Nonostante l’uscita recente, il tuo lavoro ha già ottenuto riconoscimenti. Ci ricordi quali e a quale sei particolarmente grato?

     Il film è stato presentato l’anno scorso al festival di Taormina e in concorso anche a Mosca. Il premio della giuria consegnatomi da Ugo Gregoretti al Magna Graecia Film Festival è stato un momento davvero onorante. Lui, un maestro ed un uomo di profonda saggezza.

Ci racconti com’è nata la storia e a quale personaggio sei più legato?

     Era un giorno primaverile, e mentre mi trovavo in riunione con il mio avvocato, iniziammo a discutere su un progetto riguardante l’amore; da quel giorno iniziai a lavorarci quotidianamente. Forse il personaggio di Assunta, il rapporto che è nato tra me e la Molina è meraviglioso, lei è una donna speciale, davvero illuminante.

È stato difficile cercare gli attori giusti? Com’è stato lavorare con un’attrice dello spessore di Angela Molina?

     È stato un lavoro molto delicato, ed ogni attore ed attrice scelto sono stati confermati dopo un lungo periodo di vari incontri. Il rapporto con la Molina è stato magnetico, credo che la sua sensibilità e bravura mi abbiano davvero colpito: è un attrice unica. 

Quanto tempo hai impiegato a girare il film?

     Sei settimane e mezzo. Tra il 2010 e Maggio Giugno 2011. 

Ci racconti un aneddoto inerente al periodo delle riprese?

     Durante le riprese del film ne sono successe di cose, ma credo che quella che mi è rimasta più impressa sia stato l’amore della Molina nei confronti di Salina e dei suoi abitanti. Tanto era diventata donna isolana che a volte la vedevamo andare in giro per l’isola con la mitica vecchia Ape. 

Salina. Arcipelago delle Isole Eolie. Con le tue inquadrature hai mostrato la bellezza naturale e selvaggia di quei posti ancora incontaminati. Quanto ti sono cari?

     Quest’isola vive nel mio cuore…è il posto in cui ho vissuto i momenti più cari della mia vita. Sono innamorato delle Eolie. Volevo che ad ogni inquadratura si potesse anche percepire lo spirito dell’isola ed il lavoro fatto insieme a Fabio Zamarion è stato magnifico, abbiamo legato dal primo giorno che ci siamo incontrati. Girare in 35mm a Salina è stata un immensa soddisfazione.  

Su Pauranka abbiamo dedicato un articolo il giorno dell’uscita della tua pellicola (http://pauranka.it/cultura/cinema/oggi-nelle-sale-amaro-amore-di-francesco-h-pepe). Ci racconti com’è andata? 

     Non saprei descrivervi con esattezza quello che ho provato: è stato un sogno divenuto realtà! Si vive per questo, una ricerca continua verso quest’immensa e magica emozione.

La storia che racconti è molto forte. Ci sono scene esplicite, delicate e mai volgari. L’amore, in tutte le sue forme è il protagonista assoluto. Cosa pensi tu di questo nobile sentimento? Come lo definiresti?

     Lo definirei universale ed assoluto. L’amore è l’unica energia divina e creatrice che nobilita lo spirito dell’essere umano. Oggi dobbiamo fare in modo che l’amore ritorni ad essere LA PRIMA fra tutte le cose.

Hai timore delle critiche?

     No, anzi…mi diverte analizzarle. Capire il perché di quelle parole…a volte possono essere anche molto costruttive. 

Come ti immagini fra dieci anni? Ti occuperai ancora di cinema?

     Penso proprio di sì. Mi immagino sempre immerso in infiniti sogni cinematografici che rendono questa nostra vita, una vita poeticamente proiettata. 

Grazie per la tua disponibilità, in bocca al lupo per tutto e: semper ad maiora!

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