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Sulla redazione editoriale – consigli per un libro ben fatto

correttore-di-bozzeChe si tratti di un libro tradizionale, di un ebook, o di un articolo di giornale, la verità è che, se abbiamo un buon allenamento nella lettura e nella scrittura, eventuali errori grammaticali, refusi o inesattezze infastidiscono il nostro cervello come una piccola, impercettibile puntura di zanzara. Quanto potrà dar noia poi sentire gente esprimersi alla Fantozzi, o come un Di Pietro? È il veleno dell’ignoranza e dell’approssimazione che passa da pubblicazioni scritte male alla formazione dei giovani. Ma se niente importa, perché ci lamentiamo quando ci accorgiamo che l’italiano, piano piano, diventa lingua straniera? Il punto è che… importa!

Nella lettura, in generale, ha valore anche la forma, la qualità e la correttezza del linguaggio, la scorrevolezza e l’esattezza dei riferimenti: questo permette di trasformare un’operazione intellettuale in un’esperienza estetica. Non tutto però può dipendere dall’autore, che, emotivamente o scientificamente coinvolto nel contenuto, a volte non si accorge di aspetti che sono invece di competenza del redattore editoriale. Se riteniamo importante la qualità, redazione, editing e correzione di bozze sono passaggi importanti per qualsiasi genere di pubblicazione.

Nella suo approccio neutrale al contenuto del testo, il redattore ha il compito di “pulire” la scrittura: alleggerendola dove la sintassi si fa troppo pesante, regolando la punteggiatura e gli “a capo” o comunque intervenendo, dove lo ritenga necessario, a beneficio della chiarezza e della precisione; dote indispensabile, questa,  per tale mestiere.

correzioniMi sono noti casi in cui la meticolosità della redattrice ha messo in rilievo errori gravi nel contenuto stesso del testo, il cui responsabile è sempre l’autore. Quindi una buona collaborazione, rispettosa dei ruoli, tra redattore e autore è senz’altro un presupposto per realizzare un lavoro valido.

La presenza del redattore si rivela poi necessaria, irrinunciabile, quando si raccolgono più autori in una stessa pubblicazione, che sia un periodico, un catalogo o una miscellanea. In tal caso è importante l’uniformazione generale, ovvero il rispetto di regole standard che consentano di stabilire un ordine nel caos, vista la quantità di cervelli e metodi all’opera.

Un altro passaggio essenziale nel lavoro del redattore è il controllo delle immagini e delle didascalie, verificarne la qualità e i particolari per eventualmente indicare al grafico correzioni o modifiche da apportare all’interno della foto (“c’è un vaso orrendo che disturba la veduta di un affresco, lo cancelliamo con Photoshop?”), spostamenti o raggruppamenti di immagini che rendano armoniosa anche l’esperienza visiva del lettore.

Infine, gli apparati: indici di nomi, di luoghi, e quant’altro. Obbligatoria la conoscenza impeccabile dell’alfabeto, e un occhio vigile: l’errore è in agguato!

La bibliografia è uno strumento utile, importante per studiosi e addetti ai lavori: è per eccellenza la base della ricerca, la testimonianza che il lavoro svolto è un lavoro critico, scientifico, fondato sulla conoscenza delle fonti. Per poter essere efficace, necessita di regole standard che consentano di reperire le opere citate nelle biblioteche, archivi o librerie. Anche qui, senso estetico e funzionalità si combinano: meglio evitare, nei titoli, abbreviazioni o puntini di sospensione, scegliamo la completezza; nella citazione di periodici usiamo le virgolette all’italiana, e non i doppi apici; se siamo di fronte a una collana, individuiamo la quantità di volumi di cui è composta, e citiamo quello a cui vogliamo riferirci.

Come è evidente, correggere libri è un mestiere reale, una professione culturale per umanisti, per persone a cui piacciono le cose fatte bene e con criterio. E che tengono alla lingua italiana, alla diffusione della cultura nei modi appropriati.

Ricalco qui il titolo della “bibbia” dei redattori, per dire che nell’insieme dei lavori che compongono un buon libro, sarebbe una grave leggerezza sottovalutare l’importanza del “mestiere di scrivere”.

E ricordiamo:

“… to write is human, to edit is divine”

Stephen King, On Writing

Appunti bibliografici:

L. Carrada, Il mestiere di scrivere: Le parole al lavoro, tra carta e web, Apogeo 2011.

R. Lesina, Il Nuovo Manuale di Stile, ed. 2.0, Bologna 2009.

U. Eco, Come si fa una tesi di laurea, Milano 1977.

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