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Quello che ho imparato sul Ramadan

o-RAMADAN-FASTING-facebook No, il Ramadan non è solo digiuno e niente sesso fino al tramonto.

Ho paura di aver detto una cazzata enorme stavolta. Molto più grande di quando ho palesato la mia ignoranza, convinto che halal fosse sinonimo di “qualsiasi carne che non sia maiale”. Ma sorride. È tutto occhei. Dopotutto è venerdì mattina. Sono le sette, siamo sul Ring, poco prima dell’inizio della E19. A sinistra si vede la cattedrale di Anversa e la Boerentoren in ristrutturazione. Stasera è già weekend.

Il Ramadan è iniziato da circa una settimana. Lo guardo mentre guida, le labbra scure risaltano sul viso un po’ pallido. Mi viene in mente la nostra manager.

Ieri l’ho vista in ufficio. Era quasi bianca

Non dimenticare che non aveva il make-up. Durante il Ramadan le donne non possono truccarsi.

Fa una pausa. Aspetta il mio “perché”. L’attesa è breve.

In questo periodo sono proibiti i pensieri sessuali. Come ti dicevo, non è solo una questione di digiuno o di sesso in determinati orari. È qualcosa di più complesso. Durante il Ramadan, dall’alba al tramonto non puoi ingerire nulla. Non puoi bere acqua, caffè, non puoi fumare, non puoi prendere medicine salvo casi di evidente necessità. E non puoi guardare e pensare le donne con desiderio. Da qui il consiglio di evitare il make-up per non indurre in tentazione. Anche solo con il pensiero.

 Il secondo “perché” della mattinata è più veloce del primo. Anversa è lontana. Fuori il finestrino scivola il Belgio delle fattorie, dei villaggi, dei campi e degli alberi sparuti.

I motivi sono diversi. È una prova con sé stessi. Vedere quanto puoi essere fedele a Dio, capire quello che sei disposto a fare per lui. Poi è l’occasione per purificare sia il corpo, non ingerendo nulla per buona parte della giornata, che la mente, imponendoci di non farci guidare dall’istinto, soprattutto sessuale, e dalla rabbia. Ma è anche un modo per vivere la quotidianità di milioni di persone. Quelli che per povertà sono costretti a digiunare. Per noi è un momento di pace. Un periodo di forte vicinanza sia con gli altri musulmani sparsi per il mondo che con Dio. È proprio questo stato d’animo che ci permette di sopportare il digiuno e la mancanza di acqua anche in paesi torridi.   

L’inizio e la fine?

Il Ramadan incomincia in maniera progressiva quando compi sette, otto anni. A quell’età i bambini iniziano a digiunare per qualche ora fino ad arrivare al Ramadan completo, verso i dodici anni. In quel momento i ragazzi cominciano a sentirsi adulti. La fine del Ramadan è come il vostro natale. Un momento da passare con le persone che ti sono vicine. Ci si veste a festa, si va in moschea presto la mattina poi iniziano le visite ad amici e parenti. Si mangia insieme, si dà qualche soldo ai bambini e alle mogli.

 – Anche alle mogli?

 Certo. È un gesto simbolico che vuol dire “continuerò a prendermi cura di te”.

Thank you Mr. Wafa

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