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LISBONA E I SUOI CAFFÈ DI NOT(T)E

imageUn caffè al fresco sotto la statua di Camões, il poeta dantesco delle Lusiadi che sovrasta imponente il quartiere Chiado[1], una  tosta mista[2], una penna e un taccuino, un po’ di musica nelle orecchie e tutt’intorno le sedie di ferro sparpagliate con  solitarie signore portoghesi intente a sorseggiare il loro pingado[3] in qualsiasi momento del giorno.

Basta poco per iniziare la giornata in una delle città più belle d’Europa.

Lisbona è storia di secoli, riflesso sincretico di un passato decadente di colonie e schiavitù, è musica triste, il fado di Amalia Rodrigues [4]per i vicoli stretti della Mouraria[5], è sud del mondo al confine occidentale con l’Atlantico; Lisbona è una diva che, fatta di mille capricci e sfumature, si impara ad amarla piano;  è liquore di amarene bevuto in tazzine di cioccolato, pasteis de nata[6], salite, vecchi tram giallini, discese, sampietrini consumati, scale storte e case sbilenche per la salsedine, sette colline, vento per tutto l’anno, oceano, miradouros[7] sgrammaticati e poesie.

Ciò che colpisce all’improvviso è la sua luce; luce di tuono che rimbomba sui palazzi in stile pombalino del centro, la Baixa[8], bianchi alabastro; la perfetta distribuzione delle strade, la loro divisione matematica, in totale  contrasto con l’essenza del popolo portoghese, rilassato, amichevole, latino.

imageLa luce  bagna la città sin dalle prime ora del mattino, guida il turista distratto dai tanti monumenti, dal romanticismo  del castello moresco che domina l’Alfama[9], il quartiere più antico che insieme a Graça[10], regala  una vista sull’intera città continua e illimitata, da perdere il fiato, entrambi distribuiti su due alte colline.

Gli inverni miti e le estati calde, accompagnate de una brezza oceanica a rinfrescare lo sforzo dell’andirivieni di ripide salite, hanno fatto sì che la scegliessi come casa per ben quattro anni.

Non è facile lasciare altri sud e fichi d’india per ritrovarli trasposti in luoghi lontani migliaia di chilometri.

Troppi i parallelismi tra le abitudini dei lisboeti e quelli della mia terra calabra.

La festa di Sant’Antonio rappresenta l’apoteosi di questa corrispondenza biunivoca.

L’intera città aspetta Giugno con ansia, le strade si colorano di festoni, dalle radio suona alta solo musica popolare, la musica pimba[11], tarantelle goliardiche colme di doppi sensi.

imageVecchi, giovani e bambini svegli fino all’alba, sardine arrostite riempiono i piatti e grandi bicchieri di birra portoghese, Sagres o Super Bock, dissetano il marasma di gente sparso nelle vie.

Lisbona è una città giovane; rock,tradizionale e africana.

È musica fatta con chitarre di noce, canti di saudades che ti inseguono tra le vie labirintiche del Bairro Alto.

Le corde pizzicate da dolce malinconia, le notti di Bahia così lontane, le voci spezzate del caldo brasiliano per i vicoli del quartiere alto, tanti João Gilberto e Tom Jobim, eroi  di una notte per i turisti di passaggio.

Quando le luci si spengono quei sorrisi  di voci sussurrate sono asciugati dal sudore di un concerto di molte ore senza pause, solo cachaça[12] per rinvigorire quelle gole secche e rauche.

La magia di Lisbona, regina decadente di un’Europa al confine, sincrasi emigrante di romantici inguaribili che hanno dato il loro cuore in cambio del brillio a singhiozzi del Tago.

imagePenso Lisbona come una canzone dalle mille sfumature di toni e sentimenti, scale e accordi. Sarebbe scontato ridurla all’unica voce simbolo di  questo paese a livello internazionale, quella profonda e sofferente dei fadistas[13].

In realtà, la città pulsa e vive nelle vene calde dei diversi stili musicali che l’hanno resa così unica e speciale davanti al vecchio continente. Perché è un po’ del freddo entroterra portoghese, un po’ del caldo secco di Luanda[14], dei cieli stellati di Capo Verde, delle spiagge mozambicane, dei ritmi guineani.

Arrivare qui con uno zaino in spalla e tante molesquine da riempire, un po’ il cliché della ragazza della borghesia benestante italiana che ha bisogno della sua indipendenza da sognatrice per toccare coi propri occhi parole fitte lette solo nei libri dell’imponente libreria di casa.

Ma quando si tratta di questo posto niente è semplificabile con qualcosa di già visitato e conosciuto, letto o immaginato.  Lisbona è perdizione, scardina qualsiasi limite.

Le notti sono difficili da salutare. Dopo aver finito il tour per il Bairro o per Cais do Sodré, la zona vicino al fiume piena di locali aperti tutta la settimana, dopo aver bevuto Caipirinhas fatte ad arte da cariocas[15]Morangoskas[16] zuccherine, potete sempre optare per un altro caffè.

Perché Lisbona è anche questo.

Caffè di notte. E di note.



[1] Chiado: quartiere centrale per lo shopping a Lisbona. Si trovano anche dei punti turistici essenziali, come Praça Camões e la Brasileira, il caffè con una statua del poeta Pessoa dove lui stesso era solito bere i suoi caffè.

[2] Tosta mista: toast di prosciutto e formaggio con pane casereccio, spolverata di burro e origano.

[3] Pingado: caffè macchiato.

[4] Amalia Rodrigues è stata l’interprete del fado più conosciuta a livello internazionale; registrò versioni delle sue canzoni anche in italiano.

[5] Mouraria: quartiere popolare ai piedi di Graça e Alfama, caratterizzato dalla sua multi etnicità.

[6] Pasteis de nata: dolci simbolo di Lisbona, i più famosi sono quelli di Belem, quartiere vicino al fiume; sono fatti di pasta sfoglia e panna cotta, spolverati da una manciata di cannella.

[7] Miradouros: punti alti della città dov’è possibile avere una vista mozzafiato sui paesaggi lisboneti.

[8] Baixa: quartiere della parte bassa della città; si trovano svariati negozi e punti di riferimento turistici, come le famose Praça do Comercio, Praça do Rossio e Praça da Figueira.

[9] Alfama: uno dei quartieri più belli di Lisbona; è famoso per le sue ardue salite, per la presenza della Sé, la cattedrale, e per i diversi miradouri presenti.

[10] Graça: quartiere al lato di Alfama; possiede il miradouro più alto della città, Nossa Senhora do Monte.

[11] Musica Pimba: musica popolare portoghese, caratterizzata da forti doppi sensi e da una ripetitività ritmica.

[12] Cachaça: liquore brasiliano ricavato dalla canna da zucchero; è la base per molti cocktail, come la Caipirinha.

[13] Fadistas: cantanti di Fado

[14] Luanda: capitale dell’Angola.

[15] Cariocas: abitanti di Rio de Janeiro

[16] Morangoskas: cocktail tipico di Lisbona fatto con fragole fresche, zucchero di canna grezzo e vodka bianca o “preta”, nera.

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