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“Nessuno si salva da solo”… o forse sì?

Nessuno si salva da solo: la scrittrice Margaret Mazzantini  alle prese con le dinamiche di coppia

nessuno immLui, lei e una cena per parlare, per dirsi cosa poi? Le solite parole stanche, piene di rabbia, di delusione, di recriminazioni, quelle che sempre accompagnano la fine di una relazione. Questa è la situazione che Margaret Mazzantini ci presenta nel suo romanzo Nessuno si salva da solo (2011). Delia e Gaetano si sono separati e si ritrovano a confrontarsi, a guardarsi negli occhi ancora una volta, a fare i conti con il fallimento della loro storia, ad intraprendere un viaggio carico di tensione emotiva che si muove tra passato e presente, attraversando le macerie del loro matrimonio ridotto ad un cumulo di detriti.

Una passione immensa la loro, una di quelle che rende difficile smettere di cercarsi, di baciarsi, di fare l’amore, animata dalla convinzione di essere speciali, diversi dagli amici, dalle coppie “perfettine” e perbeniste. Poi la vita di ogni giorno e tutto pare divorare l’entusiasmo: il lavoro, lo stress e i figli, quei bambini tanto desiderati che diventano talvolta poco più che estranei, nient’altro che il segno tangibile, concreto e inestinguibile della loro sconfitta. E come spesso accade nella realtà, succede che lui cerca conforto nelle braccia di un’altra, giovane, spensierata, senza pretese, che gli regala attimi di piacere fini a sé stessi e proprio per questo desiderabili più che mai da chi non ha il coraggio di affrontare una quotidianità familiare che percepisce come un peso soffocante.

L’autrice scandaglia le dinamiche sentimentali dei due protagonisti in maniera efficace, cruda, spesso utilizzando un linguaggio rude che, privo di convenevoli, ci proietta senza mezzi termini nella vicenda personale di Delia  e Gaetano. Una storia toccante e coinvolgente su quanto sia spesso difficile e allo stesso tempo inevitabile scrivere la parola “fine” al termine di una relazione ed accettare la dose di dolore, di rammarico, di rimpianto che essa comporta, rassegnandosi ad andare avanti con il ricordo di quello che c’è stato e la consapevolezza che non c’è più spazio per tentativi e buoni propositi.

Un’amara verità per chiunque si sia trovato a dire addio ad una persona assieme alla quale ha condiviso un pezzetto della propria esistenza: nessuno si salva da solo, anche se a volte è tutto ciò che resta da fare.

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