Articolo

“L’Alchimista”: la formula perfetta di Paulo Coelho

ALCHIMISTAL’Alchimista” è l’opera che ha sancito a livello mondiale il successo dello scrittore brasiliano Paulo Coelho. La prima edizione risale al 1988 ed è valsa all’autore il Premio Grinzane Cavour nel 1996.

La trama non risulta particolarmente complessa e la vicenda narrata ruota attorno ad alcuni elementi essenziali: un ragazzo, un sogno, un re, un viaggio, un tesoro ed ovviamente un alchimista. La storia si muove dai tranquilli pascoli dall’Andalusia all’Africa misteriosa e piena di insidie, attraversa le stradine di Tangeri con il loro fascino senza tempo per approdare alla maestosa imponenza delle Piramidi d’Egitto. Il linguaggio utilizzato è semplice ed allo stesso tempo fortemente evocativo, in grado di donare agli eventi un’atmosfera magica.
“L’Alchimista” è senza dubbio un testo che induce a riflettere su una molteplicità di argomenti, uno di quei libri che una volta finito, continua ad esercitare la propria influenza. La domanda che emerge sin dalle prime pagine è: “Cosa realmente si è pronti a fare per inseguire i propri sogni?”.

L’autore, attraverso le vicissitudini del pastore Santiago, spinge ciascun lettore a chiedersi quanto si è disposti a correre dei rischi per realizzare quella che egli definisce la propria “Leggenda Personale”. Coelho mette in evidenza la naturale propensione di molti individui a rinunciare alle proprie ambizioni, ai propri obiettivi, semplicemente perché questi appaiono troppo complessi. Spesso si preferisce mettere a tacere la voce interiore che costantemente ricorda ciò che realmente si desidera piuttosto che fare i conti con le proprie aspirazioni: tale comportamento si ritrova in uno dei personaggi che cade sotto lo sguardo del protagonista, il venditore di fiocchi di mais a Tarifa, che avrebbe voluto viaggiare ma che sceglie una vita sedentaria solo per godere di una maggiore stabilità sociale.

Un altro spunto di riflessione offerto dallo scrittore brasiliano concerne l’atteggiamento che si adotta dinnanzi alle difficoltà. A tale proposito emblematico è l’episodio incentrato su Santiago, il quale, appena giunto in Africa, viene derubato di tutti i suoi averi e nonostante ciò non si lascia scoraggiare, in quanto sa che gli imprevisti fanno parte del cammino e che lo stato d’animo con cui si affronta un problema risulta determinante per la risoluzione dello stesso. Se è vero che spesso non si è responsabili per ciò che succede, lo si è invece sicuramente per il comportamento che si decide di assumere di fronte agli ostacoli che si devono fronteggiare. “Sentì all’improvviso che avrebbe potuto guardare il mondo come la povera vittima di un ladro oppure come un avventuriero in cerca di un tesoro” – afferma l’autore in merito al ragazzo e alla condizione con cui è costretto a rapportarsi.

Il protagonista, attraverso il suo viaggio, vive un percorso di profonda crescita interiore che lo porta ad avere la consapevolezza che non sempre la strada prefissata è quella che poi effettivamente si percorre e che ciò non necessariamente rappresenta un’eventualità negativa. Il giovane comprende che non serve a niente maledire il fato che non ha esaudito la propria volontà o ancora chiudersi a riccio verso il prossimo dopo aver subito un’ingiustizia. Tutto ciò che accade è una tappa, un pezzo in più da aggiungere al proprio bagaglio di esperienza.

Ulteriore tema affrontato nell’opera è quello dell’amore, che non deve mai costituire un limite alla realizzazione dei propri progetti: un individuo insoddisfatto non riesce a vivere in maniera piena e serena una relazione, che rappresenta invece la dimensione in cui i sogni devono essere incoraggiati.

“L’Alchimista” è un testo adatto a tutti, una favola moderna, una formula armoniosa e bilanciata, carica di significato, capace di infondere un senso profondo di speranza nel futuro, un invito a non perdere la fiducia e la determinazione anche nei momenti più duri: in fin dei conti “l’ora più buia è sempre quella che precede il sorgere del sole”.

P.Coelho, “L’Alchimista, Milano, Bompiani, 2004: 15 euro

blog comments powered by Disqus