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“Kazuyoshi Nomachi. Le vie del Sacro” in mostra al quartiere Testaccio

Locandina

ROMA. La Pelanda del MACRO Testaccio ospita, fino al 4 maggio 2014, la retrospettiva Le vie del Sacro, del fotografo giapponese Kazuyoshi Nomachi.

Oltre 200 scatti divisi in sette sezioni (Sahara, Nilo, Etiopia, Islam, Gange, Tibet, Ande) che ripercorrono i viaggi di una passione lunga quarant’anni, facendo in modo che lo spettatore si trovi davanti a tutta la potenza del cammino dell’uomo nel mondo.

Nella locandina troviamo una foto datata 1990, raffigurante una ragazza nomade con il volto cosparso di una sostanza protettiva, durante un pellegrinaggio sul Monte Kailash in Tibet. Il suo sguardo penetrante è capace di incantare.

©Copyright_Kazuyoshi_Nomachi-A_Nuer_boy_sucking_milk_directly_from_the_cow's_udder-Jonglei_South_Sudan-1981

©Copyright Kazuyoshi Nomachi
A Nuer boy sucking milk directly from the cow’s udder – Jonglei, South Sudan – 1981

“Avevo 34 anni quando, nell’ottobre del 1980, esplorai per la prima volta il corso del Nilo con un fuoristrada portato dall’Europa. Fui letteralmente affascinato dalla varietà naturalistica e dalla gente del luogo. Rimasi particolarmente colpito quando, nel Sudan meridionale, mi imbattei in una tribù di pastori che viveva a stretto contatto con il bestiame, come nella preistoria”

A pilgrims praying in tears è uno scatto pieno di emotività, rubato in un momento di profonda interiorità. Lo stesso Nomachi ha dichiarato che i suoi soggetti preferiti sono le persone:

“Mi piacerebbe continuare a ritrarre persone in preghiera. Le scene di preghiera o pellegrinaggio sono straordinarie per osservare le persone che, nell’atto di confrontarsi a mente sgombra con qualcosa di tanto elevato, si guardano dentro”

©Copyright_Kazuyoshi_Nomachi-A_pilgrims_praying_in_tears-Mecca-2000

©Copyright Kazuyoshi Nomachi
A pilgrims praying in tears – Mecca – 2000

Durante la stagione delle piogge, la superficie del Salar de Uyuni (Bolivia), il più grande deserto di sale del mondo, si copre di un sottilissimo velo d’acqua che riflette l’immagine del cielo.

Troviamo così splendide tonalità di indaco, carta da zucchero e blu che, danzando insieme, chiudono la mostra con una fotografia da mozzare il fiato.

©Copyright_Kazuyoshi_Nomachi-Salar_de_Uyuni_Bolivia-2011

©Copyright Kazuyoshi Nomachi
Salar de Uyuni, Bolivia – 2011

Risulta difficile, se non praticamente impossibile, rimanere affascinati da uno solo degli scatti di Nomachi. Personalmente numerose immagini sono andate a segno dentro al cuore, ma ve ne cito solo un paio.

©Copyright_Kazuyoshi_Nomachi-Mother_and_child_waiting_for_a_medical_exam_at_a_starvation_rescue_camp-Amhara_Ethiopia-1984

©Copyright Kazuyoshi Nomachi
Amhara, Ethiopia – 1984

Questa fotografia datata 1984, vede una madre con il figlio in attesa di una visita medica in un campo profughi.

Uno scatto dal forte impatto emotivo, pieno di dolore, speranza e vita vissuta sulla propria pelle. A colpirmi sono state la composizione, così perfetta nella sua naturalità, e la posa del bambino che sembra avere le mani giunte in atto di preghiera e lo sguardo perso nei propri pensieri.

In questa seconda fotografia, invece, sono stata letteralmente rapita dalla folla di pellegrini, dal colpo d’occhio avuto dal fotografo nell’immortalare la scena, tanto da far sembrare l’immagine uno scatto parzialmente desaturato, e dall’ombrellino colorato, tenuto aperto in un momento di raccoglimento e preghiera, come ad infondere allegria in un paese dove la fede continua ad essere professata come ai tempi della Bibbia.

©Copyright_Kazuyoshi_Nomachi-Pilgrims_listening_to_a_sermon_in_the_courtyard_of_a_cave_church-Lalibela_Ethiopia-1982

©Copyright Kazuyoshi Nomachi
Pilgrims listening to a sermon in the courtyard of a cave church – Lalibela, Ethiopia – 1982

Sito relativo alla mostra: www.mostranomachi.it

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