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COZZE E PATATINE, GIRO DELLE FIANDRE E… IL SOLE. TRE MOTIVI PER VISITARE IL BELGIO

Fondamentalmente il Belgio è un paese un po’ anonimo. Geograficamente piccolo – per di più diviso in Vallonia e Fiandre – senza una lingua propria, che paga soprattutto la vicinanza di paesi che hanno una eco internazionale maggiore: Francia da una parte, Paesi Bassi dall’altra. In pratica, se diciamo Francia sappiamo elencare una lunga lista di città, personaggi famosi, cibi e quant’altro. Se parliamo di Paesi Bassi anche. Se pensiamo al Belgio ci viene forse in mente Brussel (o Bruxelles) e poc’altro. Ottimo, per colmare questa lacuna ecco un breve elenco di motivi per cui vale la pena di visitare il paese di René Magritte, Eddy Merckx, i Puffi, Tin-tin e Peter Paul Rubens.

Cucina: Iniziate con un piatto di cozze e patatine fritte (mosselen en frites), praticamente il piatto nazionale. Vi suona un accostamento azzardato? Bene, non è così. Le cozze si possono mangiare al vino bianco, alla birra oppure semplici. Le patatine fritte con ogni salsa immaginabile. Da bere una birra, a scelta tra le oltre mille marche locali. Ma il meglio si raggiunge se parliamo di dolci. Il cioccolato è una istituzione. Il waffle e le pannenkoeken, crepes in Vallonia, vi sembrano troppo scontati? Allora trovate il primo forno e comprate una mattentaart. Un impasto di latte intero, latte di burro, uova e mandorle. Delizioso. Talmente buono che vi passeranno i sensi di colpa per le centinaia di calorie che avete inghiottito. Idee per la colazione? Speculoos. Biscotti fatti con zucchero, zucchero candito, burro, cannella, mandorle, uova, zucchero di vaniglia, un pizzico di sale e speculooskruiden, ovvero un impasto di cannella, noce moscata, chiodi di garofano, zenzero, cardamomo e pepe bianco.

Giro delle Fiandre: Anversa (Antwerpen), Brugge, Gent, Brussel, Mechelen, Leuven. Da visitare in quest’ordine. Le cinque città d’arte fiamminghe più la capitale d’Europa. Un giorno, massimo due per ognuna. Raggiungibili facilmente con il treno e le stazioni sono a pochi passi dal centro storico. La cattedrale e il lungo Schelde ad Anversa. I canali, i parchi e i mulini di Brugge, il Belfort di Gent. La Grand Place e il Manneken Pis a Brussel. La torre e la cattedrale di Sint Rombouts a Mechelen. Il palazzo del comune di Leuven. Lasciate a casa mappe e piantine. Queste città sono come la Bologna di Lucio Dalla, nel centro non si perde neanche un bambino. Godetevi le vie, i luoghi meno conosciuti, i fiumi. Se viene fame per strada patatine fritte o waffle. Sono ovunque.

Sole: non c’è quasi mai. D’inverno è rarissimo. E l’estate non è certo mediterranea. Ma è come tutte le cose o le situazioni non scontate: quando c’è viene vissuto al massimo. Piazze e strade piene. Bar e pub all’aperto straboccanti di clienti, chiacchiere, birra, vino e quant’altro. Parchi e lungofiume – o lungocanali – presi d’assalto da biciclette, comitive di amici, famiglie. L’aria non troppo afosa. Una diffusa allegria. Basterà prendere un tavolo soleggiato, inquadrare il cameriere e chiedere «kan ik de kaart krijgen, alstublieft?» per sentirsi meglio.

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