Articolo

Sintesi 59: l’opera di Armando Testa a Porta Susa

Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali come il Moma di New York, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, l’Israel Museum di Gerusalemme oltre che di numerose istituzioni internazionali. Torinese, legatissimo alla sua città natale dove lo si vedeva spesso passeggiare con il suo inconfondibile cappello, Armando Testa ha, da ieri, una scultura di grandi dimensioni, Sintesi 59, installata nella centrale piazza XVIII Dicembre, nello spartitraffico vicino alla storica stazione di Porta Susa

“Sintesi 59” è l’opera di Armando Testa, una sfera e una mezza sfera di acciaio nero, di circa 5 metri di altezza, a ricordarne la creatività e quello stile che fondeva e rielaborava arte, moda, cinema e design. Crocevia del traffico nel quale transitano ogni giorno migliaia di persone, torinesi e turisti, la scelta di Porta Susa per l’installazione della scultura è stata fatta con la volontà di offrire a un pubblico amplissimo un’opera d’arte perfetta per raccontare la creatività italiana e torinese.

IMG_9990

Una genialità che il lavoro di Testa, artista considerato il padre della moderna pubblicità italiana e maestro nella comunicazione, curioso di tutto e capace di inventare nuovi linguaggi adottando via via i mezzi tecnologicamente più avanzati, descrive appieno. Perché, come ricorda il figlio Marco: “Mio padre amava stupire l’occhio, sorprendere il cuore, divertire la mente. E quasi sempre ci riusciva.”

Gli artisti hanno occhi speciali. Guardano le cose che li circondano e le vedono differenti da come le vediamo noi. Armando Testa, come tutti gli artisti, ha avuto la capacità di guardare avanti e di realizzare qualcosa di nuovo, di unico.

“Armando Testa è stato una figura chiave di una generazione autorevole di artisti, architetti, grafici, registi e innovatori culturali in genere che durante gli anni Cinquanta e Sessanta crearono in Italia un punto di contatto straordinario tra avanguardia e cultura popolare.” (Jeffrey Deitch)

Con le sue opere ha dimostrato una profonda conoscenza dei processi semiotici e visivi che stanno alla base del nostro sistema comunicativo e la capacità di sovvertire le logiche e i nessi tra oggetti e situazioni su cui si fonda, generando attraverso le sue immagini doppi sensi e nuovi significati.

Perché Sintesi 59?

Un giorno del 1959, durante un suo viaggio di lavoro a New York, Armando Testa vide nella vetrina di un negozio una bambola giapponese, composta da due semisfere. Fu questo spunto che, al suo ritorno in Italia, gli fece recuperare un abbozzo pittorico rimasto a lungo chiuso in un cassetto. La scultura nasce infatti da una visione, quella di una sfera sospesa sopra una mezza sfera, a cui Armando diede forma attraverso la sua realizzazione tridimensionale, che poi fotografò e su cui intervenne pittoricamente. Come lui stesso scrisse: “Volevo riuscire a rappresentare visivamente una sfera e mezza, così eliminando qualsiasi concessione al pittoricismo disegnai una sfera e mezza aerografata a tutto volume”. Un’opera che oggi, in ricordo di quei giorni, si chiama proprio “Sintesi 59”. Una forma, frutto di una ricerca personale, che nel suo incessante disegnare, è diventata perfetta. Totemica e modernissima allo stesso tempo, una delle prime apparizioni di arte minimale.

 

Armando Testa e la pubblicità.

Armando Testa – nella sua multidiciplinarietà – è stato anche un grande comunicatore. Anche in pubblicità, nell’agenzia da lui fondata a Torino, ha avuto visioni uniche, ha utilizzato linguaggi fino ad allora riservati ad altre arti. Ha creato uno stile grafico e creativo preciso, fatto di sintesi visiva e di ironia verbale, tanto che Gillo Dorfles lo definì “un visualizzatore globale.”

Non è un caso se Sintesi 59 è poi diventata simbolo di una illustre campagna di comunicazione, oggi esposta in vari musei del mondo: la campagna per il liquore Punt e Mes, che è sintesi massima di forma visiva e forma verbale. Il disegno era nato autonomo e solo successivamente Armando decise di farne uso in pubblicità: “L’abbozzo per una sfera e mezzo era un appunto pittorico rimasto nel cassetto per molto tempo: poi ecco l’intuizione, ecco la definizione.”

 

Un’opera per la sua città.

L’idea

È stata inaugurata il 27 ottobre, svelando la sua bellezza alla città di Torino, l’opera Sintesi 59 dedicata alla memoria di Armando Testa, sviluppo della sua idea artistica originale. Il tema, artistico e tecnico, è la costruzione di un monumento moderno nella città contemporanea. Siamo a Porta Susa, nella rotonda davanti alla vecchia stazione: in fondo alla lunga, austera prospettiva di via Cernaia, sotto al “grattacielo” RAI, con il suo alto prisma che fu innovativo e oggi è storia. Non c’è più il ponte ad arco in ferro, che superava i binari ancora fuori terra, ma c’è la grande struttura tubolare della nuova stazione passante, la prima in Italia intagliata nel suolo. Dopo una lunga ricerca di location in città, la scelta è caduta su questo importante luogo urbano. In accordo tra Agenzia Testa e Assessorato alla Cultura, si decide di installare l’opera qui, al centro della rotonda. Uno schema moderno – il monumento nell’aiuola spartitraffico – per un’opera del moderno Novecentesco di avanguardia.

Lo sviluppo del progetto

La realizzazione dell’opera si è sviluppata in diverse fasi, dall’ideazione al dettaglio tecnico, tutto sotto la direzione artistica e il coordinamento dell’architetto Benedetto Camerana (collaboratore arch. Eugenia Comparetto). L’avvio è la definizione della soluzione architettonica: disposizione urbana, dimensioni e proporzioni dell’opera, colore. Segue lo sviluppo dei dettagli tecnici di massima: materiali (tipo di lamiera e sua finitura) e struttura (perno di connessione tra sfera e semisfera, attacchi a terra). Si è poi proceduto all’invito ad alcune imprese a proporre offerta tecnico-economica di costruzione dell’opera. La scelta è andata a ST Facade Technology (Rivalta, Torino), che ha sviluppato il progetto costruttivo e strutturale (direzione tecnica e strutture ing. Mario Bassignana). Con ST sono state definite le finiture di dettaglio: colore RAL, grado riflettente della verniciatura, protezione antigraffiti. A completamento del progetto, il prof. Giuseppe Ferro è incaricato della verifica di idoneità strutturale dell’opera. Infine, il progetto di illuminazione e relativa esecuzione, con la ditta I.E. srl di Michele Rubino.

Descrizione dell’opera

L’opera è composta da una sfera sovrapposta a una mezza sfera, entrambe di diametro 320 cm e distanziate tra loro da un perno alto circa 10 cm, per una altezza totale di 480 cm circa. L’opera è installata su un plinto troncopiramidale di circa 2×2 m e una profondità di circa 1 m, realizzato in uno scavo preparatorio di dimensioni analoghe. La struttura e i materiali sono studiati per resistere a colpi violenti, atti di vandalismo e anche a importanti urti da parte di veicoli che escano di strada (fino a 50 tonnellate di carico dinamico).

I trattamenti superficiali sono: saldatura a spicchi sulla struttura (da parte di officina qualificata e certificata), rasatura delle saldature, sabbiatura tramite microsfere di vetro, verniciatura a spruzzo di colore nero opaco. Al completamento del ciclo costruttivo le superfici sono trattate con vernice antigraffito (con rapida rimozione a lavaggio di eventuali disegni con bomboletta spray).

Sintesi 59 si trova all’interno del paesaggio urbano, al centro di una piazza proprio come un oggetto “assurdo” all’interno di un dipinto di De Chirico, nello spartitraffico vicino alla storica stazione di Porta Susa.

Entrata a far parte dell’immaginario collettivo degli italiani come trascrizione visiva di uno specifico prodotto, questa immagine, grazie all’Amministrazione di Torino, adesso viene donata alla città, nella sua natura originaria di scultura: astrazione geometrica delle sue forme di esemplare essenzialità. Un’opera che dimostra la mirabile capacità di Armando Testa di comunicare il reale, l’ordinario e il particolare attraverso forme astratte, assolute e universali.

IMG_0079

 

Il modo migliore per ricordarlo.

Armando è sempre stato un curioso di tutto, un precursore. Le sue grandi intuizioni sopravvivono e guardano al futuro. Per questo oggi il modo migliore per ricordarlo è fare di questo monumento di acciaio, un segnale di futuro. Infatti, il Gruppo Armando Testa, il più grande gruppo italiano di comunicazione guidato da Marco Testa, ha lanciato un contest dedicato ai giovani creativi. Il vincitore si aggiudicherà un mese a Los Angeles, nel cuore del cinema e dell’entertainment, nei nuovi uffici Testa Los Angeles. Un altro segnale di futuro.

 

Armando Testa - Fonte immagine

Armando Testa – Fonte immagine

BIOGRAFIA ARMANDO TESTA

Armando Testa nasce a Torino nel 1917. Frequenta la Scuola Tipografica Vigliardi Paravia dove Ezio D’Errico, pittore astratto, gli fa conoscere l’arte contemporanea, a cui guarderà sempre con grande interesse. Nel 1937, a vent’anni, vince il suo primo concorso per la realizzazione di un manifesto, un disegno geometrico ideato per la casa di colori tipografici ICI. Dopo la guerra lavora per importanti case come Martini & Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli. Lavora anche come illustratore per l’editoria e crea un piccolo studio di grafica. Negli anni Cinquanta insegna e poi dirige un liceo artistico a Torino, dove ha come studente Michelangelo Pistoletto. Nel 1956 nasce l’agenzia Armando Testa dedicata alla pubblicità non solo grafica ma anche televisiva.

Come ulteriore riconoscimento istituzionale del suo lavoro, è invitato a tenere la cattedra di Disegno e Composizione della Stampa presso il Politecnico di Torino dal 1965 al 1971. Nel 1968 riceve la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione per il suo contributo all’Arte Visiva, mentre nel 1975 la Federazione Italiana Pubblicità gli tributa la Medaglia d’oro come riconoscimento per i successi conseguiti all’estero. La sua agenzia diventa la più grande fra quelle operanti in Italia e continua a siglare campagne pubblicitarie di grande successo.
Si dedica ad una ricerca grafica e pittorica di libera creatività dagli anni Settanta agli anni Novanta.

Dalla metà degli anni Ottanta Testa, oltre che nella pubblicità vera e propria, si impegna nell’ideazione di manifesti per eventi e istituzioni culturali e di impegno sociale, da Amnesty International alla Croce Rossa, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto al Teatro Regio di Torino.

La pubblicità viene ormai studiata come forma autonoma di espressione e comunicazione, e diverse istituzioni italiane e straniere dedicano a Testa mostre antologiche, che spesso comprendono la sua attività pittorica. Vanno ricordate le esposizioni presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 1984, la Mole Antonelliana di Torino nel 1985, il Parson School of Design Exhibition Center di New York nel 1987 e Los Angeles nel 1988, il Circulo de Bellas Artes di Madrid nel 1989. Sempre nel 1989 diviene “Honor Laureate” presso la Colorado State University di Fort Collins, dove viene organizzata una personale.
Armando Testa muore a Torino il 20 marzo 1992, tre giorni prima di compiere settantacinque anni. Tra le mostre a lui dedicate dopo la sua scomparsa, le personali di Palazzo Strozzi a Firenze e del Israel Museum di Gerusalemme nel 1993, del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli e Castel Sant’Elmo nel 2001 e all’Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2004 e ancora Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 2010.

blog comments powered by Disqus