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Renzo Arbore: cinquant’anni di Alto Gradimento

Il MACRO di Roma omaggia con un mostra la straordinaria carriera di Renzo Arbore: un viaggio fatto di musica, radio, tv, cinema, arte e “cianfrusaglie”

I nostri articoli sulle mostre più interessanti della Capitale continuano e per l’occasione cambiamo completamente registro. La settimana scorsa eravamo persi nella meraviglia dell’atelier di Balthus allestito a Villa Medici, ora ci spostiamo al MACRO di Testaccio per festeggiare i cinquant’anni di carriera di un monumento tricolore: Renzo Arbore. Roma decide di omaggiarlo con una bellissima rassegna dal titolo Renzo Arbore, La Mostra; videos, rarites, cianfrusaglies.

Il poliedrico artista è un pilastro imprescindibile dello spettacolo italiano, eppure molto spesso se ne sottovaluta l’importanza. Riconosciamo al volo le sue canzoni, ricordiamo i bagni di folla, ridiamo su YouTube per gli scatch con Frassica e le gag con Benigni, Proietti, Verdone e Troisi, ma siamo davvero consapevoli di ciò che ha creato? Renzo Arbore è stato il primo DJ italiano, programmi come “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento” sono stati la base della radiofonia moderna, show televisivi come “Speciale per Voi”, “L’Altra Domenica”, “Quelli della Notte”, “Indietro Tutta!” e “Il Caso Sanremo” sono tutt’oggi tra i momenti più alti dell’intrattenimento catodico e non cedono un millimetro nel cuore dei fan e negli elogi di critica e addetti ai lavori.

Per non parlare della smisurata influenza nell’ambito musicale, specialmente per la divulgazione del jazz e della black music quando in Italia non sapevamo nemmeno cosa fossero. Di conseguenza, vista la mole di aspetti in ballo (in tutti i sensi), meglio entrare subito al MACRO e ammirare le sfrenate anime artistiche di Arbore.

Pochi passi e l’allestimento e le installazioni colpiscono subito per estro e originalità. Gli schermi, le bacheche, le foto e gli oggetti esposti comunicano in maniera vivace le peculiarità e i momenti storici della carriera di Arbore. Autori di questo successo sono Alida Cappellini e Giovanni Licheri, storici scenografi delle esibizioni del Nostro. Essendo stati cinquant’anni di carriera molto intesi, andiamo a vederli da vicino.

Arbore

A darci il benvenuto è un video in cui l’artista foggiano presenta la prima sala. Il filmato è una confessione: «Ho iniziato a fare il musicista per un motivo solo: per l’opportunità di viaggiare.» Ammiriamo così gli scatti attorno al globo dove Arbore e l’Orchestra Italiana hanno fatto “danni”. Dalla Piazza Rossa fino al leggendario live al Carnegie Hall di New York, passando per Cina e Brasile, la fama di Arbore all’estero è clamorosa e la sua figura viene – giustamente – percepita come quintessenza della musica popolare italiana. Sulla sinistra abbiamo invece una sorta di altare musicale in cui il Nostro rende omaggio a maestri e modelli: da Giuseppe Verdi a Elvis Presley, da Sinatra a Glenn Miller fino a Charlie Parker, Louis Armstrong e Domenico Modugno.

Renzo Arbore

Alcune preziose memorabilia provenienti direttamente dalla sua collezione privata “condiscono” il luogo: jukebox (degni di una puntata di “Happy Days”) e lettori di vinili in primis.

renzo arbore ju-box

L’ambito “cianfrusaglies” – per quanto sgargiante e curioso – suscita anch’esso alcune riflessioni: nello schermo accanto le bacheche Arbore ammette con genuina sincerità come tale compulsione all’acquisto sia dovuta alle umili origini e di come – una volta che il successo lo ha permesso – si sia sfogato comprando i giocattoli non posseduti da bambino. Vetrine su vetrine colme di occhiali da sole e borsette: molte appartengono a Mariangela Melato, storica compagna di Arbore con cui l’artista si è ricongiunto nel 2007 standole vicino fino alla dolorosa dipartita.

La sezione incentrata sulla televisione è molto probabilmente la più conosciuta dal grande pubblico e più che continuare a tessere ulteriori lodi ai programmi storici, credo sia più interessante notare come anche in tale ambito Arbore sia stato un precursore ed un innovatore unico. Oggi ci sembrerà scontato ma è stato lui il primo a rivoluzionare i ruoli femminili scardinando i cliché delle mute vallette, a creare un contenitore domenicale alternativo all’istituzionale “Domenica In” di RAI 1, a inserire le telefonate degli spettatori per partecipare ai quiz, a usare la fascia di palinsesto notturna (con record di ascolti insuperati) e a fare con “Indietro Tutta!” una satira ben mascherata da varietà scagliandosi contro gli usi e costumi imperanti del periodo. Insomma: se la nostra televisione è uscita dalla preistoria è merito suo.

papa
Il ponte perfetto tra televisione e cinema è “L’Altra Domenica”: l’intero cast dello show infatti sarà presente nell’esordio battezzato Il Pap’occhio, di cui possiamo leggere l’ispirazione sopra. Nonostante le avversità e le censure di allora – chi si era mai permesso di giocare con il Papa? – la pellicola (in cui appare anche Martin Scorsese, così per fare qualche nome) fu un buon successo ed è tutt’oggi considerata un cult.

Dal cinema alle sterminate collezioni d’abbigliamento composte da camicie, cappelli, gilet per poi chiudere in maniera circolare, ovvero ammirando l’esordio di Arbore nel mondo dell’intrattenimento: la radiofonia.

camicie arbore

Renzo Arbore, La Mostra; videos, rarites, cianfrusaglies rispecchia e racconta tutta la solarità, l’entusiasmo e l’energia della figura in questione. L’universo iconografico, visivo e musicale dei primi cinquant’anni di carriera ci consentono un viaggio in compagnia di uno dei personaggi più amati d’Italia. No, per la tristezza non c’è davvero spazio.

renzo

Renzo Arbore. La mostra Videos, radios, cianfrusaglies

“Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”

19 dicembre 2015 – 3 aprile 2016

Sede MACRO Testaccio – La Pelanda Piazza Orazio Giustiniani, 4 Roma

Dal martedì al venerdì ore 14.00 – 20.00 Sabato, domenica ore 10.00 -20.00

http://www.mostrarenzoarbore.it/

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