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I luoghi dell’anima – “il Cinema Trevi”

ImmaginePerdersi e ritrovarsi nelle stradine di Roma è l’effetto che produce questa città. Perdersi per ritrovarsi in luoghi che celano storie passate e attuali, che rivivono la quotidianità voltandosi sempre indietro nell’antico. Il centro storico della città eterna è il nucleo di incontri con l’arte fugaci e improvvisamente svelati.

Dietro alla grande vetrina di turismo che solo Roma sa offrire, si nascondono piccole e millenarie realtà lontane dagli occhi dei più.

Attraversando le vie del centro, avvicinandoci nei dintorni di Fontana di Trevi, proprio nei pressi della monumentale fontana barocca, covo di speranze di ritorni nella città, di desideri nascosti, di strane promesse, proprio lì dietro si cela un luogo dell’anima.

Immagine2In Vicolo del Puttarello, 25 una sala cinematografica chiamata “Sala Trevi” trasmette frammenti di Roma in bianco e nero e non solo.  Si tratta di una sala espositiva  presso cui dal 2003 la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia svolge una  programmazione di retrospettive, omaggi, incontri con gli autori, offrendo al pubblico il patrimonio del suo archivio ed ospitando festival e rassegne di altre istituzioni. Fondato nel 1935, il Centro Sperimentale di Cinematografia è il punto di riferimento nazionale di professionisti, studiosi e giovani autori: i più noti esponenti della cinematografia italiana (Antonioni, Bellocchio, Virzì, Archibugi, Verdone, solo per citarne alcuni) sono passati per i teatri di posa del Centro Sperimentale; illustri docenti (tra cui Rossellini, De Sica, Visconti, Scarpelli, Amelio) hanno trasmesso la propria arte alle nuove generazioni.

Nel corso dei lavori per la nuova sala cinematografica gli scavi hanno messo in luce due edifici, uno dei quali può essere identificato come un nucleo abitativo costruito su almeno tre piani, con botteghe al pianterreno, conservato in alzato per circa otto metri, la cui prima fase costruttiva va fatta risalire all’epoca neroniana. Intorno alla metà del IV secolo si impianta nell’area una ricca domus con le pareti rivestite di marmi e pavimenti in mosaici policromi, il cui piano terra venne distrutto da un furioso incendio, probabilmente ad opera dei Vandali di Genserico, che nel 455 saccheggiarono la città. Nel tentativo di non decontestualizzare i reperti rinvenuti in Immagine4occasione delle indagini condotte dalla Soprintendenza, il progetto dell’allestimento dell’area, concesso all’azienda “gruppo Cremonini”, comprende una rivalorizzazione dell’area all’interno della sala corredata di un ricco antiquarium. I materiali esposti testimoniano l’esistenza, a partire dal Medioevo, di un’umile comunità stretta intorno alle fonti di approvvigionamento idrico rappresentate dalla Fontana di Trevi alimentata dall’Acqua Vergine – unico degli acquedotti antichi rimasto in uso – e dai numerosi pozzi che attingevano alla falda acquifera presente nel sottosuolo: una “Città dell’Acqua”, che ebbe nel prezioso elemento il suo vero e proprio principio insediativo.

Il passante più distratto potrà immergersi in un contatto diretto con l’antico e il contemporaneo. Dopo la proiezione all’interno della sala le luci si accendono e lo spettatore resta estasiato di fronte alle rovine che si intravedono di fianco attraverso una teca creata appositamente per non perdere il contatto con il più vicino passato.

Cinema Trevi

Il costo dell’ingresso è di 4 euro, ridotti a 3 euro per studenti, over 65 e convenzioni (bibliocard, Art(apart) of Culture e altri).

Visita alla “Città dell’acqua”

L’Area Archeologica “Città dell’Acqua” è aperta al pubblico il lunedì dalle ore 16,00 alle ore 19,30, e dal giovedì alla domenica, dalle ore 11,00 alle ore 15,00.

Per informazioni: 339 7786192.

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