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“Conseguenze” – La fotografia documentaria racconta Fukushima e il Vajont

1510460_283903668453621_7695046791335006474_nFino al 18 maggio Villa Breda, un luogo incantevole alle porte di Padova, ospiterà una mostra fotografica che vi lascerà impressionati. I lavori di Uma Kinoshita e Michele Mattiello sono dedicati a ciò che rimane dopo che piccoli paesi, realtà fatte di lavoro e persone comuni, sono stati devastati in seguito a calamità naturali o meno.

Il Vajont e Fukushima: oggi due non luoghi, estremi, distanti, eppure uniti.

Tracce è la sezione di Mattiello, che si è addentrato tra le strade di Erto Vecchia per esplorarne con il bianco e nero i forti contrasti, l’abbandono, la disperazione: a Erto scopre il deserto, scova “i fantasmi che si nascondono dietro le mura abbandonate”, e li immortala “per pensare, riflettere, immedesimarmi in chi, un giorno, si vide costretto ad abbandonare tutto”.

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 La giapponese Uma Kinoshita ha scelto invece di raccontare la tragedia con il colore, un colore spesso brillante di cieli azzurrissimi e sereni, ignari di quanto accaduto nel 2011. Eppure l’acqua ha colpito paesi di mare come Souma con un’onda di oltre 30 metri, mentre i villaggi di montagna sono stati pesantemente contaminati dalle radiazioni. Tutte le fotografie sono state scattate a pochissima distanza di tempo dal triplo disastro.

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Conseguenze, tracce.

Il senso del perdere, della sconfitta di fronte alla Natura che si ribella, non lascia scampo.

Villa Breda

Via San Marco 219, Ponte di Brenta (PD)

Orario: prefestivi 16.00-18.00 / festivi 10.00-12.00, 16.00-18.00

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