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Il piacere della progettazione, la qualità dell’architettura: il gioco in Elias Torres

A_1-Arch. Elias Torres, 2-Explanada del Forum a Barcellona, 3-HEBI seduta modulare, 4-Copertura della passeggiata intorno alle mura a Palma de Maiorca, 5-Pietra per pavimentazione, 6- Arch. José Antonio Martínez-Lapeña

A_1-Arch. Elias Torres, 2-Explanada del Forum a Barcellona, 3-HEBI seduta modulare, 4-Copertura della passeggiata intorno alle mura a Palma de Maiorca, 5-Pietra per pavimentazione, 6- Arch. José Antonio Martínez-Lapeña

Promosso dal Dipartimento di Architettura e Progetto dell’università Sapienza di Roma DIAP, il 29 maggio negli spazi di Valle Giulia si è svolta una Lectio Magistralis di Elias Torres, progettista spagnolo di fama internazionale nonché professore alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Barcellona. Il titolo dell’incontro con gli studenti “FRAMMENTIPICCOLIPROGETTIINTRATTENIMENTI” è significativo dei lavori presentati, tra i quali collage e illustrazioni, improvvisati allestimenti per piccole esposizioni, scenografie low cost e una singolare ferramenta per i cugini. Racconta dei suoi più piccoli progetti seduto in platea tra gli studenti. Con autoironia e leggerezza emerge il piacere della progettazione nel trovare di volta in volta la soluzione più efficace.

   Evidente è il metodo progettuale dell’architetto e il suo approccio alla fase di ideazione. Non un lavoro di teorie e parole, ma di riflessione attraverso il disegno, cosciente del primario compito dell’architetto: offrire un servizio alla committenza, qualunque essa sia e di qualsiasi budget disponga.

B_ 1-Explanada del Forum a Barcellona, 2- Baluard del Príncpe a Palma de Maiorca

B_ 1-Explanada del Forum a Barcellona, 2- Baluard del Príncpe a Palma de Maiorca

   Ed è divertendosi nel processo creativo che lo studio Torres/Martinez-Lapeña fornisce il suo servizio dal 1968. Un’attività professionale che ha toccato molti temi e ha permesso alla coppia di progettisti di ricevere approvazioni e riconoscimenti importanti, tra i quali nel 2004 il premio speciale della Biennale di Architettura di Venezia per il Barcellona Culture Forum esplanade.

   Molti i progetti di spazi pubblici, minuziosi nel rispettare la storia del luogo e la sua identità. Con un linguaggio lontano dal cercare un’unica definizione, i due spagnoli non cedono mai alle mode correnti, scegliendo colori, materiali e forme proprie del territorio di intervento. L’apparente mancanza di regole nella loro architettura è testimone della volontà di dare qualità e autonomia ad ogni progetto, perché ogni caso e luogo sono specifici.

   Se si volesse trovare una costante nelle loro composizione potrebbe essere quella degli opposti, come nei binomi luce/ombra, artigianato/tecnologia, rigore del complesso/cura del dettaglio. Ma è nel metodo la vera peculiarità del duo: usare la fantasia come strumento dell’esercizio progettuale, applicata il più possibile alla realtà materiale.

Immagine C

   Le loro idee nascono da questo gioco creativo, una ricerca libera e continua, per cui non sono solo la brillante soluzione del problema posto dalla committenza, ma racchiudono ciascuna una nuova complessità che incuriosisce, stimola ed emoziona coloro che ne fruiranno.

Non credo tanto nell’immaginazione quanto invece nella fantasia, che non sconfina mai nell’arbitrio, ma si vale appunto dei mezzi usuali e li dosa così da ottenere variazioni infinite su pochi temi che esigenze economiche, sociali, tecniche hanno generalizzato“. (La felicità dell’architetto, 1948, G. Michelucci)

Sito Studio Torres/Martinez-Lapeña: www.jamlet.net

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