Articolo

Alla scoperta di Pompei

immaginearticolo dicembreÈ uno dei siti archeologici più suggestivi al mondo, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità a partire dal 1997, visitato da oltre due milioni di persone l’anno: si tratta ovviamente di Pompei, un esempio di conservazione di un antico centro abitato pressappoco unico nel suo genere. Proprio in virtù della sua eccezionalità esso ha suscitato l’interesse di esperti da ogni parte del pianeta, che si sono interrogati in merito ai miti, le leggende, le curiosità che si nascondono dietro le antiche rovine. A tale proposito appare particolarmente significativa l’opera di Mary Beard, docente di discipline classiche presso l’Università di Cambridge, dal titolo Prima del fuoco. Pompei, storie di ogni giorno. L’autrice tratta le vicende della città dalle origini sino alla sua distruzione dovuta all’eruzione del Vesuvio, avvenuta il 25 agosto del 79 d.C. e si sofferma soprattutto su notizie sconosciute alla maggior parte dei lettori. Non tutti sanno, ad esempio, che Pompei aveva già subito un duro colpo nel 62 d.C., a causa di un violento terremoto che aveva determinato il  crollo di numerosi edifici, probabilmente in fase di ricostruzione quando la città venne travolta dall’eruzione. Testimonianze di tale condizione vengono fornite da alcuni bassorilievi trovati nella casa di un banchiere, che mostrano i templi di Giove, Giunone e Minerva pendenti in maniera preoccupante verso sinistra.

Molti ignorano inoltre che diverse aree della città furono distrutte dai bombardamenti degli inglesi e delle forze alleate nel 1943. Gli attacchi furono mossi dalla convinzione che i tedeschi si nascondessero nell’antico centro e portarono alla distruzione di una significativa porzione del foro e del teatro grande, ricostruiti in parte dopo la guerra.

Interessanti sono poi le ipotesi in merito all’etimologia del nome della città. La parola Pompei potrebbe riferirsi alla “pompa” trionfale di Ercole, che si riteneva fosse passato in questo luogo dopo la sua vittoria sul mostro Gerione in Spagna o alla parola osca “pumpe” che significa cinque: secondo tale interpretazione la città sarebbe nata dall’unione di altrettanti villaggi.

L’autrice affronta poi il tema dell’ alimentazione : il cibo consumato quotidianamente  era molto semplice e la dieta era a base di pane, olive, formaggio, frutta, salsa di pesce, legumi e verdura. La carne era un pasto piuttosto raro e l’animale più comune era il maiale, notizia ricavata dalla scoperta di circa 250 tipi di ossa di animali, di cui un terzo costituite da suini.

Per quanto concerne la vita economica, a Pompei vi era un limitato sistema bancario, consistenti risultano invece le attività agricole, imperniate soprattutto sulla viticoltura e la produzione di cereali. Gli animali da fattoria più comuni erano muli, asini, cavalli e porcelli da carne.  Da un punto di vista commerciale la città era abbastanza attiva, soprattutto in relazione all’ esportazione di vino, che raggiungeva sia le altre parti della penisola sia Paesi più lontani quali la Francia, la Spagna, l’Africa settentrionale. I traffici di importazione avevano invece come protagoniste soprattutto anfore molto resistenti e spezie esotiche. Altra attività molto diffusa per guadagnarsi da vivere era quella di fornaio: vi erano circa trenta panetterie all’interno della città e spesso i proprietari si occupavano dell’intero ciclo produttivo, dalla macinazione del grano alla vendita dei cibi.

Per quanto riguarda il tempo libero, a quanto pare, i pompeiani si intrattenevano per lo più  con le scommesse e il gioco dei dadi. Numerosi erano anche i teatri, nei quali venivano rappresentate principalmente  “farse atellane”, basate sulla tipizzazione dei personaggi. Molto popolari erano poi gli spettacoli di mimo e le pantomime.

La religione a Pompei gravitava attorno a un culto politeistico. Non vi erano comandamenti o prescrizioni particolari e il sacrificio di animali veniva considerato la dimostrazione più significativa. Neanche i matrimoni prevedevano una celebrazione specifica e ci si riteneva sposati se si viveva nella stessa abitazione per un anno. I templi stessi non avevano la funzione di riunire i fedeli, ma erano semplicemente i luoghi deputati ad alloggiare la statua della divinità a cui erano dedicati.

Negli ultimi anni si sono verificati diversi crolli all’interno dell’area, che hanno portato alla scomparsa quasi totale di alcune costruzioni, come la casa dei Gladiatori.  Spesso si tende ad attribuire la responsabilità di tali eventi a qualche contingenza particolare: in realtà edifici come quello crollato erano costruiti per durare all’incirca un centinaio di anni, quindi un cedimento dopo quasi due millenni non deve destare eccessivo stupore: d’altronde gli agenti atmosferici e la pressione esercitata dagli odierni visitatori che percorrono le strade dell’antico centro contribuiscono significativamente al deteriorarsi delle sue strutture.

Da questo breve viaggio indietro nel tempo si evince chiaramente l’unicità del sito pompeiano, un universo carico di cultura che continua attraverso i secoli a calamitare individui da tutto il mondo, attratti dal suo imperituro fascino, dalla sua storia che contempla la vita e la morte fermate  per sempre nel medesimo istante.

 

 Fonte immaginehttp://www.ilgazzettinovesuviano.com/2013/07/31/scavi-di-pompei-il-ministro-bray-istituito-gruppo-di-legalita-per-appalti-restauro/

blog comments powered by Disqus