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XLove, taboo e confidenze: intervista a Nina Palmieri

C_116_articolo_115_upiImageLunedi alle 21.10 debutta su Italia 1 XLove, un programma ideato da Davide Parenti che si presenta come una sorta di spin-off del fortunato Le Iene, con cui condivide la redazione. Al timone di questa nuova avventura televisiva, che parlerà di amore nei suoi modi possibili, Giovanna Nina Palmieri, giornalista e conduttrice, orgogliosamente marsicana.

Nina si è fatta conoscere al pubblico con due programmi di grande successo: i Viaggi di Nina, tutto incentrato sulla donna nei suoi aspetti meno conosciuti e Sex Educational Show, con il quale ha saputo portare con ironia e professionalità l’argomento del sesso nelle piazze italiane. Per Pauranka ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Nina al telefono mentre era in treno, disturbandola tra una galleria e l’altra.

Parlaci di questa nuova avventura! Cos’è XLove?

“XLove per me è uno spettacolo molto fico. È un programma che racchiude in sé elementi de Le Iene, quindi i servizi, in una formula innovativa che li alterna ai comici. Questi si cimentano con un genere ancora poco esplorato in Italia che è quello della stand up comedy: sono otto monologhisti che interpretano se stessi raccontando in modo comico delle scene di vita, vissute o inventate, molto personali che ruotano intorno al sentimento, alla coppia e al sesso. Il tema protagonista di XLove è, infatti, l’amore in tutte le sfaccettature. Io faccio la conduttrice in studio. Non interagisco con i comici ma li introduco solo con la mia voce con uno stile che definirei quasi radiofonico. In effetti apparirò personalmente in poche occasioni, per le presentazioni e per i saluti, ma sono una degli inviati insieme alle Iene”.

Quindi oltre a tenere le redini dello svolgimento della puntata porti anche la tua esperienza sul campo?

“Sì, faccio entrambe le cose: quello che ho sempre fatto cioè raccontare le storie e in più la padrona di casa, anche se di una casa un po’ particolare. Nell’insieme è un format abbastanza innovativo, con degli elementi noti che sono i servizi delle Iene, ognuno con il suo stile e il suo linguaggio, ma con più spazio per le storie e l’approfondimento perché le storie d’amore si prestano ad essere ascoltate in modo meno frenetico rispetto alle inchieste di attualità”.

La tua peculiarità come giornalista è questa predisposizione che mostri nello stare in mezzo alla gente, nel cercare e ottenere un contatto diretto, vero, mai distaccato con le persone. La ritroveremo anche in XLove?

“Direi di si perché questo è quello che io sono e che faccio quando preparo i servizi. Avrò la divisa e la cravatta nera perché la avranno tutti ma il mio modo di condurre resta quello. I servizi sono girati in soggettiva, molti proprio come facevo per i Viaggi di Nina, con la differenza che in quell’occasione potevano volerci mesi per poi raccontare una storia in una puntata di circa 45 minuti. In XLove ci sono ovviamente più storie in una puntata, alcune di 15 minuti, ma il mio modo resta quello”.

Una domanda forse un po’ banale ma che trovo ancora attuale. Cos’è un taboo alla luce della tua esperienza?

“Per me taboo può essere ciò che per te è assolutamente normale. Così come il sesso, ad esempio: fa comodo dire che è un taboo perché siamo ancora pieni di inibizioni. Tuttavia per gli italiani credo non lo sia più. Non è che io sia brava a far parlare la gente di sesso, ne parlano perché conoscono l’argomento e quando se ne parla con leggerezza, tranquillità e naturalezza, il tutto perde quell’aura di taboo e non lo è più. I taboo sono fatti per essere distrutti, io i miei cerco sempre di smontarli”.

Partendo dalla tua formazione come giornalista, il tuo percorso lavorativo si è caratterizzato per l’interesse nell’ambito dell’individualità: hai parlato di donne, di sentimenti, di sesso, di amore. Come sei arrivata a questo?

“Direi che ho un’attitudine per questo, sono curiosa. Sul treno sto parlando con te ora altrimenti mi starei facendo i fatti di chi mi sta intorno. Se non avessi fatto questo probabilmente avrei fatto con più tristezza la psicologa, sono una che ascolta tanto e mi piace farlo. Ho imparato, se questo si impara, a essere più empatica. Io sono così, sono portata ad osservare, a scrutare l’altro e quando l’altro si apre per me è fatta!”

Cosa ti è tornato indietro da questo contatto diretto con la gente?

“Sicuramente un arricchimento. Nel confronto c’è sempre da imparare: torno ai Viaggi di Nina, prima del programma, ad esempio, non avevo idea di cosa fosse precisamente il mondo omosessuale al femminile, avevo forse dei pregiudizi ma alla fine li ho abbattuti, come i taboo. La cosa bella del mio lavoro è questa. Certo a volte mi confronto con situazioni difficili, ma devo saper rispettare pienamente quello che la persona mi sta lasciando. Non è sempre facile, capita che vado in paranoia se nel montaggio non sto rispettando quello che ho promesso e volte accade per i tempi televisivi”.

Ecco, riallacciandomi al discorso dell’omosessualità di cui ti sei spesso occupata, vorrei avere una tua impressione. Si parla spesso di omofobia, un fenomeno che non si può negare ma di cui non è sempre chiara la portata. Secondo te tra la gente quanta omofobia c’è ancora?

“Sicuramente che le cose che risuonano di più sono le voci di chi va contro, soprattutto in politica. Ma credo che tra la gente ci sia un forte cambiamento in atto. Lo vedo anche tra i bambini, con cui sto preparando un pezzo proprio su questo. Anche qui, c’è un grosso taboo. Molti pensano che l’Italia non sarà mai pronta ad accettare la cosa, ma se non se ne parla le cose sembreranno sempre più difficili. Lo dice anche Don Franco Barbero, gli omosessuali sono una rivoluzione e le rivoluzioni spaventano sempre. Ma dopo le cose migliorano. Io nel mio piccolo lo faccio sempre perché più se ne parla e meglio è!”

Lascio Nina a sorseggiare un tè e la ringrazio per questi minuti che mi ha voluto dedicare. Per ogni informazione www.giovannaninapalmieri.com e la sezione su XLove da www.iene.mediaset.it .

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