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Vitalizi aboliti, ma non a tutti i condannati

Camera e Senato approvano la delibera Boldrini-Grasso: vitalizi aboliti ai parlamentari condannati a più di due anni per reati gravi. Raggiunto obiettivo della campagna “Riparte il Futuro”

Giovedì scorso è stata approvata dalla Camera e dal Senato la delibera proposta dai presidenti Boldrini e Grasso, per bloccare le indennità ai parlamentari condannati a più di due anni per reati gravi. Favorevoli Pd, Sel, Scelta Civica, Fratelli d’Italia e Lega, mentre si sono astenuti Forza Italia, M5S ed Ap. Il documento prevede la «cessazione dell’erogazione di vitalizi e pensioni a favore di deputati cessati dal mandato che abbiano riportato condanne definitive per reati di particolare gravità», tra i quali bisogna ricordare l’associazione mafiosa e gli atti di terrorismo. Era infatti vergognoso che persone definitivamente condannate continuassero ad arricchirsi ogni mese alle spese degli italiani. Lo stesso devono averlo pensato gli oltre 520 mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna “Riparte il Futuro” promossa da Libera e da Gruppo Abele, con il sostegno di Change.org, per chiedere appunto la sospensione dei vitalizi ai parlamentari condannati per mafia e corruzione.

Non tutti, però, hanno fatto i salti di gioia e non sono mancate le polemiche nei confronti delle misure previste dalla delibera: i vitalizi, ha ribadito Grillo da piazza Montecitorio, andavano tagliati e basta, senza sconti e senza eccezioni. Il senatore Pd Ugo Sposetti, votante contrario, ha avuto uno scontro con i grillini in aula, dopo che aveva difeso le pensioni definendole «un diritto inalienabile, un diritto acquisito, un diritto che matura con il versamento dei contributi del lavoratore e dell’azienda, un diritto alla sopravvivenza». Immediata la reazione dei senatori del M5S che hanno gridato all’indecenza. Soddisfatto invece il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha twittato «Un segnale forte, significativo e concreto delle istituzioni ai cittadini. Un bel segnale».

Ed è veramente un bel segnale, perché sarà anche una minima scalfitura a quell’iceberg di corruzione che torreggia nel parlamento italiano, ma è comunque un inizio, una piccola crepa che può far crollare tutto: la mobilitazione generale, l’indignazione delle persone, la voglia di cambiare, hanno fatto sì che si iniziasse questo discorso. Il risultato ottenuto sarà anche economicamente minimo, perchè Berlusconi non sentirà certo la mancanza dei suoi 96000 euro annui di indennità, ma il solo fatto di aver intaccato la casta dei parlamentari può farci sentire un po’ più orgogliosi, può alleggerire le nostre coscienze da questa vergogna.

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