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Stupro a Roma: “alcuni uomini sono più uguali di altri”

Un peso e due misure: nell’Italia dei paradossi anche i reati hanno una nazionalità e la vittima di uno stupro può diventare colpevole. Ma lo stupro non è mai colpa della vittima

Puntare il dito contro qualcuno è facile, quasi istintivo. A volte è liberatorio ed altre volte è quasi una necessità, soprattutto per chi fatica a fare i conti con le proprie colpe. Fatto sta che lo stupro della sedicenne romana la sera del 29 giugno era un perfetto movente per incolpare qualche immigrato, qualche rom, qualcuno che insomma fosse ai margini della società civile. In migliaia erano pronti a scagliarsi indignati contro lo stupratore, se fosse ovviamente appartenuto alla categoria sopraelencata. È stato purtroppo un fulmine a ciel sereno che si trattasse invece di Giuseppe Franco, un giovane italiano, di bell’aspetto e di buona famiglia. Ancor più sconvolgente che il criminale in questione fosse addirittura un militare, uno di quelli che giurano di proteggere la patria e baciano la bandiera. Ecco, il 29 giugno, a Roma, durante i festeggiamenti dei santi Pietro e Paolo, un uomo del genere ha adescato una ragazzina e l’ha violentata brutalmente.

Il colpo è stato troppo grande, talmente tanto che l’opinione pubblica ha fatto un passo indietro nei confronti della gravità del fatto (di cronaca nera) per girare il dito e puntarlo contro la vittima. Già perché lei che cosa ci faceva a quell’ora da sola in strada? Chissà come era vestita? Chissà come aveva provocato il povero militare? Siamo proprio sicuri che non fosse in realtà consenziente? In poche parole, davanti ad un’adolescente ferita e violata ed un uomo in divisa, in moltissimi hanno preferito addossare la colpa del fatto sulla ragazzina.

Sessismo becero, pressappochismo e tanta, tanta ignoranza sono gli ingredienti base dei commenti agli articoli riportanti il fatto. E sarebbe davvero bello scoprire che sono tutti troll, che qualche buontempone ha recitato per scherzo la parte del gretto ignorante. Ma non è così purtroppo, perché ci sono tante persone che credono realmente che quando si tratta di uno stupro la colpa non sia unicamente dell’uomo. Costoro non sono necessariamente persone votate alla violenza o che abitualmente alzano le mani sulla propria compagna, no: sono quelli che minimizzano qualsiasi cosa riguardi le donne, dai successi alle disgrazie, perché in fondo le reputano inferiori.

Quando ci domandiamo quale sarà il futuro dell’Italia, dove andremo a finire e come, ricordiamoci di questi eventi e di queste reazioni. Perché sono lo specchio dello sprofondo verso il quale ci stiamo gettando, sono il ritratto della società che è stata creata.

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