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Roma-Feyenoord: chi pagherà per i danni?

Roma-Feyenoord: la capitale è stata invasa dagli ultrà olandesi e devastata dalla loro furia. Circa tre milioni di euro di danni stimati e nessuno che pagherà

Incommentabile. Questo è quello che viene da dire quando da un evento, già increscioso, si sviluppano conseguenze addirittura peggiori. È quello che viene da pensare leggendo i giornali olandesi minimizzare quanto accaduto a Roma il 19 febbraio, quando alcune piazze centrali della città sono state distrutte dalla furia dei supporter del Feyenoord. Lesioni personali, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e solo 19 tifosi arrestati, i quali tra l’altro sono stati subito rispediti in patria, lontano dalle carceri italiane. Costoro non pagheranno neanche un centesimo dei circa tre milioni di euro di danni stimati, altrettanto farà il governo olandese, che non ritiene di dover rispondere delle azioni di qualche balordo. Magari avrebbe dovuto, giusto per correttezza e vista la gravità degli eventi, contribuire in maniera parziale al risarcimento, visto che sembra improbabile il fatto che non lo avrebbe preteso nel caso in cui fossero stati i tifosi romanisti a distruggere Rotterdam.

La stampa olandese ha riportato l’accaduto citando (non senza un pizzico di ironia) alcune testate italiane, anche se le immagini dei video che sono stati scelti per raccontare i fatti riguardano unicamente le cariche della Polizia italiana, omettendo le scene di violenza e distruzione degli hooligans.

Il Feyenoord, in tutto ciò, non ha ricevuto neanche una punizione dalla Uefa, che ha ufficialmente condannato l’accaduto ma di fatto non ha potuto prendere provvedimenti concreti contro la squadra, poiché non è responsabile di quanto accade al di fuori degli stadi.  Ma insomma, qualcuno pagherà per ciò che è stato fatto? Per il momento si sono fatti avanti alcuni privati, onesti cittadini olandesi che, discostandosi dalla barbarie dei loro connazionali tifosi, si sono offerti di pagare di tasca loro almeno il restauro della barcaccia del Bernini.

Spesso i cittadini provenienti da altre realtà europee, quando vengono in Italia e vedono in che stato versano le nostre infrastrutture ed i nostri luoghi pubblici, si sentono in diritto di adeguarsi all’ambiente e così adottano un atteggiamento che in patria non sognerebbero neanche di avere.

L’immagine che abbiamo del nord Europa, del traffico ordinato, delle strade pulite, delle persone fredde ma educate, di fronte a tanto scempio, svanisce. L’idea che alla fine resta è che si tratta di veri e propri barbari, perché dove non sono le regole imposte ma il buonsenso a dire loro come devono agire, si comportano da incivili.

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