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Riflessioni di fine inverno

Riflessioni di fine inverno di un docente precario italiano respirante un’aria strana in un marasma quotidiano nei primi quindici anni del millennio

riflessioniSembrerebbe il titolo di un film di Lina Wertmüller, ma in realtà è la consapevole analisi (rapida, accesa, forte, retorica e forse banale) di chi vive i tempi odierni con estrema e viva tensione. Una disamina delle vicende politiche e sociali, i risvolti internazionali e nazionali che stanno caratterizzando il nostro pianeta e il nostro Belpaese in questi ultimi mesi.

Isis, Russia, attentati, decapitazioni, populismo, indifferenza, decreti attuativi, disegni legge, stipendi, sprechi, Europa, crisi, giovani, anziani, disoccupazione, lavoro, repubbliche, clima, colpi di Stato, malattie, mutazioni, inconsapevolezza. Sono tutti elementi, o indizi, che ci danno la netta sensazione che il discontinuo disagio che vive la società passa da una politica spesso incoerente e che non ha ben inteso i bisogni del popolo. Viene da chiedersi se è la società che fa la politica o è la politica a fare la società? Una difficile domanda a cui segue una più che ostica risposta.

In cuor nostro immaginiamo un mondo perfetto, fatto di civiltà e di tranquillità dove ognuno possa esprimere ciò che vuole e dove ciascuno si senta parte integrante di un progetto teso a migliorare le condizioni di vita. Eppure è con serio egoismo che esce fuori la volontaria indifferenza e ci si sente persi in una realtà dove ognuno vorrebbe una legge ad hoc, uno smartphone capace di risolvere tutto e un dominio dove dimostrare cosa siamo e cosa vogliamo diventare. Al centro di tutto questo vi è l’incontro delle generazioni, di ieri e di oggi, che si confrontano e si scontrano grazie anche e soprattutto all’uso del web che ha sintetizzato i nostri rapporti e anche la nostra vita e, insieme alla politica e non solo, ha ridotto la società in una sintesi di enunciati postati, desideri inascoltati e visioni contrastanti.

Alle volte basterebbe solo ritornare a ciò che eravamo, anche solo aprendo al mattino la finestra per respirare aria pura, cercare il sole e ammirare ciò che abbiamo dimenticato. Viva la Primavera!

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