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Quello che non tutti sanno sulla “Mela”

foto artiPod, iPhone, iPad: chi non si è mai trovato a maneggiare uno di questi oggetti, ad avere sotto gli occhi il piccolo, inconfondibile logo con la mela che contraddistingue i prodotti della Apple? Probabilmente, però,  non tutti conoscono l’affascinante storia che ne descrive la genesi e  l’evoluzione. Scegliere un frutto per rappresentare un’azienda che produce apparecchiature tecnologiche potrà sembrare quantomeno stravagante, ma le cose cambiano notevolmente se si utilizza il linguaggio e la prospettiva dei suoi fondatori, Steve Jobs e Steve Wozniack: non dei cinici uomini d’affari, ma due idealisti, il cui sogno era quello di creare strumenti che potessero essere facilmente accessibili e in grado di migliorare concretamente la vita delle persone. Nell’ottica di questi visionari dopo quella di Eva e quella di Newton, la mela della Apple sarebbe stata la terza capace di sconvolgere il mondo. Molte sono le ipotesi sulle origini del logo: secondo alcuni studiosi l’idea sarebbe nata prendendo ispirazione da un’esperienza lavorativa di Jobs in una piantagione di mele dell’Oregon, secondo altri invece lo stesso Jobs sarebbe rimasto favorevolmente impressionato dalla copertina di un LP dei Beatles, o ancora, essendo il fondatore dell’azienda un convinto vegetariano,  si dice che egli considerasse questo il suo frutto preferito. Una versione molto suggestiva vede invece protagonista la mela intinta nel cianuro che Alan Turing, lo scienziato inglese inventore del primo prototipo di computer, utilizzò per suicidarsi. D’altra parte, poiché difficilmente si associa una mela a un prodotto informatico, tale simbolo rimane più impresso e il frutto, ponendosi come un oggetto semplice e non aggressivo, crea un buon feeling con gli utenti, in quanto è associabile all’idea di salute. Inizialmente  il logo della Apple non era quello a cui siamo abituati: la raffigurazione che impreziosiva il manuale di istruzioni della prima macchina lanciata dall’azienda era costituita da un complicato disegno a china che proponeva Isaac Newton seduto sotto un melo intento a leggere un libro. Tuttavia questa immagine così barocca non appagava il gusto raffinato di Jobs, che ebbe un ruolo decisivo nel passaggio che portò alla realizzazione del più conosciuto logo con la mela dai colori dell’arcobaleno. Questa versione è apparsa su tutti i prodotti della Apple dal 1976 al 1998, diventando per l’azienda un vero e proprio segno distintivo, in grado di veicolare attraverso il suo stile non convenzionale i valori di cambiamento e trasformazione di cui intendeva farsi portavoce. A partire dal 1999 la mela multicolore viene sostituita da un modello monocromatico, poiché l’azienda, attraverso tinte decise, pur senza tradire la propria identità, intendeva esprimere un più  marcato avanzamento tecnologico. Per gli appassionati della Apple la mela è molto più di un logo, è l’emblema di un vero e proprio culto che, se da una parte gravita attorno all’apprezzamento per sempre più innovativi strumenti di comunicazione, dall’altra trova la sua ragion d’essere in un sistema valoriale che si impernia su un’ideale di trasformazione e cambiamento, che si è nutrito dei pensieri di due giovani coraggiosi che volevano cambiare il mondo e che di sicuro ci sono riusciti.

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