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Terremoto Nepal: catastrofe dell’indifferenza

A quattro giorni dal terremoto che ha devastato la nazione provocando circa 10.000 morti, per molti il Nepal è comunque lontano, un fatto che non sembra riguardarci

La terra sta ancora tremando in Nepal, mentre i soccorritori scavano incessantemente sotto le macerie alla ricerca di qualche superstite. Rischiando la propria vita, cercano di riparare a questa catastrofe che sembra non avere mai fine.
Intanto, il bilancio delle vittime sale di ora in ora, tanto che il governo ha già dichiarato di aspettarsi un totale di 10.000 morti. I feriti, gli sfollati, le persone che sono isolate e non hanno più viveri o corrente elettrica sono oltre 8000. È una di quelle tragedie che difficilmente trovano un paragone, se non con un evento altrettanto distruttivo come lo tsunami del 2004 o l’uragano Katrina. Finalmente, dopo tutti questi morti, sembra quasi che il mondo abbia iniziato ad accorgersi della gravità della situazione in Nepal.

Già, perché, nonostante sia noto che la cronaca nera attira molto pubblico, il fatto che in Nepal ci fosse un terremoto da giorni, che circa il 70% delle costruzioni del paese fosse stato distrutto e che ci fossero così tante vittime non sembravano pretesti giusti per una prima pagina. Anche oggi, per esempio, la notizia che la Juventus si gioca lo scudetto ha la precedenza su uno dei principali quotidiani nazionali. Ma perché? Perché ci si sente stanchi di leggere di morti e sofferenza? Perché comunque il Nepal è lontano e quindi in un certo modo non ci riguarda?

Un terremoto è un fenomeno naturale, come l’eruzione di un vulcano o un’alluvione; possiamo certo tenere sotto controllo uno sciame sismico, monitorare l’attività vulcanica o fare delle previsioni meteorologiche, ma non possiamo in alcun modo impedire che si verifichino, con tutte le conseguenze terribili che comportano. Forse è proprio questo il problema, la causa del disinteresse mediatico e quindi collettivo: il fatto che non si possa esercitare il controllo su qualcosa ce lo fa risultare alieno, lo dobbiamo allontanare dalla nostra mente. Qui non si tratta di una guerra, di un omicidio, di un qualsiasi altro caso di cronaca. No, in questo caso si parla della Natura, quella con la N maiuscola, quella che assiste in silenzio quando inquiniamo i mari, quando sterminiamo le specie animali, quando la distruggiamo. La stessa che ci illudiamo di conoscere e di tenere sotto il nostro controllo, anche se sappiamo benissimo quanto sia impossibile.

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