Articolo

Il logo di Roma non si tocca!

Logo di Roma: tra polemiche e incomprensioni la Capitale rinnova la sua identità visiva e comunicativa

Logo  di Roma

Da qualche giorno i social network stanno divulgando la notizia che il logo di Roma Capitale, lo scudo con la corona e la sigla S.P.Q.R. verrà presto sostituito da uno stemma più stilizzato, senza la corona e con la scritta ROME&YOU. «Invece di occuparsi di cose più urgenti», «Sai che costo avrà sostituire il logo da targhe, timbri, uffici, macchine della polizia municipale, documenti…»: inutile dire quante polemiche abbia scatenato questa notizia, ed ovviamente il bersaglio è stato il sindaco Ignazio Marino, reo di aver toccato il simbolo della capitale, immutato dal 1927, per cambiarlo con un logo decisamente troppo anglofono.

Logo di Roma 3

Ma, come ho specificato all’inizio, si tratta purtroppo di una notizia da social, ovvero manipolata e poco veritiera: infatti il simbolo di Roma è e resterà quello storico, il nuovo logo verrà invece utilizzato per la sponsorizzazione turistica e sostituirà quello approvato dalla giunta Alemanno nel 2012, che raffigura una lupa capitolina molto stilizzata.

Logo di Roma Capitale

«Lo abbiamo fatto semplicemente perché, come accade a New York e a Parigi, vogliamo incassare soldi a favore dei cittadini di Roma vendendo oggetti come magliette, tazze da caffè e altro. Un po’ come quando si va in America e a Boston si compra la maglietta di Harvard», ha spiegato Ignazio Marino ai microfoni di Radio Radio, per giustificare la decisione.

Logo di Roma 4L’Accademia della Crusca non ha risparmiato critiche per la scelta della lingua inglese: «Si fermino un momento a riflettere su quello che fanno, respirino profondo e soprattutto pensino al significato delle parole straniere che usano, non dimenticando che possono provocare un guasto sociale» – ha dichiarato il presidente onorario Francesco Sabatini – «In Italia si deve avere il coraggio di dire no al provincialismo linguistico. Quando si usano termini stranieri nella comunicazione pubblica bisogna pensare alla loro utilità, e soprattutto alla loro eventuale oscurità. I concetti devono sempre essere chiari e comprensibili per tutti. Altrimenti si fa un gioco inutile di parole e si dimostra provincialismo».

In questo caso la parola straniera usata sarebbe “you” e sembra una forte esagerazione definirla addirittura oscura; anzi sarebbe interessante, parlando di termini sconosciuti scritti in lingue incomprensibili, interpellare tutti gli affezionati che si sono battuti per preservare la scritta S.P.Q.R. e vedere se ne conoscono il significato.

blog comments powered by Disqus