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La Massa Critica

La “criticità” di un fenomeno, in molteplici campi scientifici, si realizza nel momento in cui avviene una progressiva trasformazione del fenomeno in atto. Ѐ il punto di rottura, di cambiamento, spesso incontrollabile e potenzialmente rilevante. Ѐ dunque ambizione di una massa critica operare fino a questo punto, seppur indefinito. Se poi la chiamiamo, in inglese, più comunemente “critical mass” (CM), ecco che è chiaro che parliamo di una massa di biciclette, precisamente. CriticalMass002_1024_0
Per i più affezionati è anche nota con il nome “Ciemmona” (italianizzandola, si veda anche il sito www.ciemmona.org), ovvero una grande CM: è un raduno spontaneo di ciclisti con l’obiettivo di invadere le strade e dimostrare una forma di mobilità alternativa a quella ad alto consumo energetico dei motori a combustibile. Ben si può capire che il successo di una simile manifestazione dipenda tutto dalla quantità delle persone dotate di biciclo (ma sono ben accetti anche pattini, monopattini, carrozzine e qualsivoglia attrezzo mobile con la sola forza dei propri muscoli) e dalla  qualità organizzativa della massa.
Al grido di “Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico”, in quanto manifestazione non organizzata (e quindi a volte non autorizzata di impiegare il suolo pubblico), può incontrare problemi di gestione ed organizzazione della grande massa appunto. Tendenzialmente anarchica, è guidata dai primi del gruppo che decidono il percorso cittadino, per ispirazione ad ogni incrocio. Ma non ci sono capi, leader del movimento improvvisato: un motivo in più per differenziarsi dalle grandi manifestazioni decise da partiti e movimento politici o da loro possibili strumentalizzazioni. I capisaldi del comportamento da seguire in bici sono: essere gentili con gli automobilisti; non intraprendere reazioni personali contro di essi; non invadere le corsie preferenziali per mezzi pubblici e seguire con correttezza la segnaletica stradale; spiegare il motivo della biciclettata (ancor meglio se con ironia) ai passanti; non esistono volantini o siti di riferimento ufficiali, chiunque può decidere di far conoscere l’evento come meglio crede; portare con sé cartelli colorati, strumenti musicali, sonagli o campanelli. Insomma una festa itinerante per il centro cittadino, una passeggiata in compagnia.
L’obiettivo è distinguersi, farsi vedere, colpire senza offendere l’opinione degli automobilisti, porli, se non altro, di fronte alla propria frenesia, alla fretta, al  ritmo sempre più alto delle loro (nostre?) azioni quotidiane. Ai ciclisti è però richiesta la responsabilità della loro azione (come detto, non c’è gerarchia che faccia da garanzia e tutela per tutti), invitata ad essere prudente e solidale.
La critical mass si è sviluppata nei primi anni ’90 a San Francisco, solo dopo un decennio, nel 2002, è giunta in Italia: la prima città ospitante è stata Milano, seguita “a ruota” da Roma, Torino, Bologna e altri centri anche minori. Una sensibilizzazione al tema cresciuta negli ultimi anni, a seguito talvolta di un’etica ambientalista, che vuole portare nel dibattito pubblico le cifre, alte anch’esse purtroppo, di incidenti mortali ai danni di ciclisti. Se nel primo decennio dei duemila queste morti sono diminuite del 10% circa (dati Istat 2002 2010: http://www.istat.it/it/files/2011/11/brochureIncidentiStradali.pdf ), non si possono ancora dormire sonni tranquilli, tant’è che negli ultimi mesi è rimbalzato via twitter l’hashtag #salvaciclisti, con relative segnalazioni di incidenti o pericoli per le due ruote. ciclostrangolamento
La mobilità sostenibile non sembra essere oggi un tema trascurabile nell’amministrazione cittadina. Infatti negli ultimi tempi si è più consapevoli dei vantaggi che la bici può arrecare (una maggiore e corretta attività fisica, sensibile diminuzione dell’inquinamento atmosferico e degli incidenti su strada), magari osservando anche la lezione dei paesi nordici, o di città come Amsterdam e Copenaghen su tutte, dai quali però rimaniamo ben lontani in questa abitudine.
Insomma, se mentre siete alla guida della vostra vettura incontrate un ingorgo creato da una massa informe di bici, che magari occupa una rotonda al centro per qualche minuto, respirate profondamente. Non urlate, non suonate il clacson, se non per solidarizzare, ma piuttosto chiedetevi: ho davvero fretta? Quando è stata l’ultima volta che ho preso la bici per andare a lavoro?

Fonti immagini: http://criticalmass.hu/english

 http://www.cicloamici.it/massa_critica_lecce.htm

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