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Earth Hour- l’ora della Terra

Torna anche quest’anno l’Earth Hour, la più grande mobilitazione globale contro i cambiamenti climatici che devastano il nostro pianeta. Dalle 20,30 di stasera 28 marzo, tutti i cittadini e le istituzioni sono invitati a fare il gesto simbolico di spegnere la luce e qualsiasi altro dispositivo elettronico per un’ora, un’ora per la Terra appunto.

L’iniziativa, partita nel 2007 per volontà del WWF, ha coinvolto sempre più paesi, crescendo ed assumendo i connotati di un vero e proprio movimento globale. La torre Eiffel, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro ed il ponte sul Bosforo di Istanbul sono solo alcuni dei luoghi d’interesse del pianeta che durante la giornata di oggi resteranno completamente privi di illuminazione.

earth-hour-the-eiffel-tower-paris-17818041Quest’anno l’Earth Hour, al quale hanno aderito 172 paesi, partirà dalle Isole Samoa alle 8.30 (ora italiana) e seguirà di ora in ora tutti i fusi orari del mondo, per creare una vera e propria onda di buio. In Italia sono circa 400 i comuni che hanno aderito all’iniziativa decidendo di privare dell’illuminazione i loro monumenti, come Roma, che rispetterà l’Earth Hour tenendo spenti i luoghi simbolici di culto delle tre religioni monoteiste: la cupola di San Pietro, la sinagoga e la moschea.

Una minaccia sempre più concreta quella che sta interessando la Terra, come afferma il WWF: “Gli effetti del riscaldamento globale già colpiscono le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti dei più poveri ed emarginati, e quindi le popolazioni più vulnerabili. Coloro che hanno meno responsabilità nelle azioni che hanno provocato e provocano il cambiamento climatico sono quelli più colpiti. Inoltre, il pericolo degli effetti più disastrosi grava sulle future generazioni, minacciando le fondamenta della civilizzazione umana. Tutto questo è moralmente ingiusto.
Di qui anche il sostegno e la partecipazione a un’iniziativa come Earth Hour, che unisce tutte le persone e i popoli, chiamandoli  prima di tutto a prendersi  cura  della  Terra e diventare protagonisti del cambiamento per “cambiare il cambiamento climatico”;  e poi a chiedere  vero impegno e capacità di visione e di speranza a tutti i Governi e tutti gli Stati, perché il 2015 deve essere l’anno delle decisioni concrete, eque ed efficaci, l’anno in cui si comincia ad agire”.

Stasera quindi spegnamo la luce, per accendere la speranza.

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