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E il sesto giorno… L’alieno creò l’uomo?

Le teorie di David Icke, tra antropologia e fantascienza

figura1

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C’è chi prega e si inginocchia davanti ad una croce, chi uccide in nome di un dio, chi crede soltanto in quello che la scienza può dimostrare. Ma tra le note credenze scientifiche e religiose si sta affacciando in questi ultimi anni una nuova teoria, avanzata da David Icke, ex giornalista sportivo britannico, che ora afferma di essere entrato in contatto con scottanti verità e che in veste di santone scrive libri e tiene convegni sulla sua “Teoria del complotto”. Prima di soffermarci sugli aspetti almeno a prima vista più fantascientifici analizziamo quali sono le basi su cui la teoria si fonda, legate a studi antropologici. Pensiamo, per esempio, alla religione cattolica, quella più

figura 2

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diffusa nel nostro paese. Gesù ha molte cose in comune con il dio Horus egizio, con il Dioniso greco e con altre divinità antiche: stiamo parlando di personaggi morti e resuscitati in modi sorprendentemente simili. Inoltre, la data stessa della nascita e della resurrezione di Gesù è la stessa di religioni precedenti: si tratta di date legate al cambio delle stagioni e quindi ai riti antichi legate ad esse. La “teoria del complotto” di Icke parte dal presupposto che tutte le religioni abbiano come origine una prima religione a cui le altre si ispirano. Per giungere a conoscere questa prima religione fondamentali diventano allora i sumeri, prima popolazione sedentaria al

figura 3

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mondo di cui abbiamo conoscenza:  essi credevano che gli dei fossero arrivati in terra dal cielo. I sostenitori di queste idee credono che quelle individuate come prime divinità fossero degli extraterrestri, di specie rettiliana, ovvero una sorta di umanoidi dai tratti del volto serpentiformi. Gli alieni sarebbero giunti sulla terra per estrarre l’oro, materiale importantissimo per la loro specie e per le loro tecnologie avanzate. Questo spiegherebbe l’importanza che ha sempre avuto l’oro per gli esseri umani e non è dunque un caso, secondo chi crede in questa teoria, che Il dio sumero Enki (figura 1) venga rappresentato come metà uomo e metà serpente. Il simbolo stesso di Enki (figura 2) è un serpente a doppia ellisse, o caduceus, molto simile al bastone di Asclepio simbolo della medicina. Ma la cosa non finisce qui: sempre secondo questa linea di pensiero, sarebbero stati gli stessi alieni a creare l’uomo. Gli scienziati, infatti, non riescono ancora a spiegare in

figura 4

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maniera del tutto convincente la rapidità dell’evoluzione dell’ homo sapiens. Icke sostiene che gli alieni, una volta giunti sulla terra, fecero degli esperimenti sugli ominidi che la abitavano, rendendoli più intelligenti per poterli però meglio sfruttare come forza lavoro per estrarre l’oro: il risultato sarebbe stato la creazione della razza umana. Dopo tutto, anche nella religione cristiana, la mela che il serpente offre ad Eva cos’è se non la scorciatoia per una rapida evoluzione? Secondo alcune interpretazioni bibliche il diavolo/serpente

figura 5

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avrebbe fornito agli uomini delle conoscenze molto in anticipo, separandoli dalla natura, da un’evoluzione in armonia con il cosmo (infatti in latino “diabolus” è “colui che separa”). È sorprendente vedere come figure serpentiformi emergano nelle diverse culture antiche: il primo re mitico di Atena, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente, mentre il dio egiziano Sobek viene raffigurato con la testa di un drago, o di un coccodrillo. Già, gli egizi. Secondo chi crede in queste teorie l’apporto delle conoscenze aliene avrebbe consentito la costruzione delle piramidi, opere architettoniche difficilmente concepibili senza avanzate conoscenze tecnologiche ed astrali. E non è forse una piramide quella che è stampata sulle banconote americane da un dollaro (figura 3)? L’ occhio in cima alla piramide che tutto vede, “il grande sigillo”(“The great seal”), il “novus ordo seclorum”: per molti sono indizi che legano le forme più alte del potere internazionale alla massoneria. E, secondo Icke, di conseguenza anche agli alieni (si spiegherebbe così la presenza della piramide). Secondo i suoi seguaci, infatti, i rettiliani sono ancora tra gli uomini, li controllano per i loro loschi scopi e molte delle personalità di

figura 6

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spicco appartenenti a governi, famiglie nobili, divi dello spettacolo sarebbero loro stessi dei rettiliani. Qui arriva la parte delle teoria di Icke che sembra vicina a una qualche puntata di Star Trek o Guerre Stellari: i rettiliani avrebbero trovato il modo di assumere  sembianze umane, per non essere riconoscibili ai più della nostra specie. Senza scendere troppo nei dettagli, diciamo che Icke parla di come le tre dimensioni che di solito percepiamo non siano le uniche esistenti. Icke parla di una quarta dimensione, entro la quale operano i rettiliani: chi riesce ad accedere ad essa può vedere le vere sembianze dei rettiliani che si fingono umani. Per chi crede nelle sue teorie, dunque, le famiglie aristocratiche sono sempre state imparentate tra loro per mantenere una struttura del dna rettiliana, o comunque diversa da quella dei comuni esseri umani. Il sangue blu, dunque, sarebbe alieno. In questo senso allora, non sarebbe un caso che il simbolo della casata nobiliare nostrana dei Visconti sia un serpente blu che divora un essere umano (figura 5.e). Inquietante è constatare che lo stesso simbolo emerga sul logo della Alfa Romeo (5.b), e che sia praticamente identico alla raffigurazione di Quetzalcoatl (figura 6), divinità precolombiana che avrebbe consegnato agli atzechi libri e mais. Perché il serpente divora l’uomo? Secondo Icke le conoscenze che i rettiliani hanno fornito all’uomo hanno un prezzo, che si paga anche in termine di vite umane. Atti sessuali, sangue di minori, riti oscuri, sono alcune delle attività di cui i rettiliani avrebbero bisogno a livello energetico. I famosi “sacrifici umani” di cui si sono macchiate praticamente tutte le religioni avrebbero allora a che fare con i bisogni di questi alieni, il cui dominio da cui dovremmo ribellarci sarebbe rappresentato da alcune statue che si trovano nel Vigeland Park di Oslo (figura 5.c). La “Teoria del complotto”, che abbiamo tentato di riassumere in questo articolo, ha sicuramente aspetti plausibili ed altri davvero poco credibili. Niente di quello che Icke afferma è dimostrato, eppure fior di scienziati parlano di una parte del cervello, chiamata “cervello rettiliano” (“R-complex”) per la somiglianza con il corrispettivo di alcuni rettili, che si occupa dei bisogni e degli istinti umani. Una semplice coincidenza?

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