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Crocifisso sì, crocifisso no

Per tutta la mia vita scolastica ho sempre visto il crocifisso appeso dietro la cattedra, ma mai nessuno mi ha spiegato il perché fosse lì…

“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti.” (Esodo 20:4-6)

“Ma il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.
I loro idoli sono argento ed oro, opera di mano d’uomo.
Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non rende alcun suono.
Come loro sian quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.” (Salmo 115:3-8)

crocifisso

Questo è ciò che si legge nella Bibbia sugli idoli, cioè sui simboli che rappresentano la divinità. Stando a queste parole, che in teoria tutti i cristiani dovrebbero conoscere, tutta questa crociata nei confronti della permanenza del crocifisso nei luoghi pubblici non sarebbe altro che un immenso fraintendimento.

Il crocifisso è, secondo lo Stato Italiano, parte del patrimonio storico-culturale della nazione, questo sarebbe il motivo per il quale la sua presenza nelle aule scolastiche è considerata necessaria. Per lo stesso principio, però, potremmo appendere anche un’immagine del Colosseo, di Dante Alighieri o di Leonardo da Vinci, che sono altrettanti simboli del nostro patrimonio storico-culturale e sembrerebbero molto più appropriati in una scuola. Inoltre, dato che il cattolicesimo non è più religione di Stato, per par condicio dovremmo esibire nelle aule o nei luoghi pubblici i simboli di tutte le religioni dei presenti. Immaginiamo che ne verrebbe fuori in un tribunale per i diritti degli immigrati!

In Germania, da oltre venti anni, la presenza dei crocifissi nelle aule è considerata incostituzionale, altrettanto in Francia, dove l’esposizione di simboli religiosi è consentita solo in luoghi di culto o cimiteri. Perché mai, infatti, dovrebbe essercene bisogno in una scuola? L’amore verso il proprio Dio (quello che molti sentono e molti di più pensano di avere) si può provare in qualsiasi momento, senza dover rimirare un crocifisso attaccato al muro, perché la fede è qualcosa di talmente profondo, di interiore, che non si può tradurre in un idolo.

Per tutta la mia vita scolastica (e purtroppo ho cambiato molte scuole) ho sempre visto il crocifisso appeso dietro la cattedra, ma mai nessuno mi ha spiegato il perché fosse lì o a cosa servisse la sua presenza, persino gli insegnanti di religione non ne facevano mai menzione. Necessario o meno, era lì e basta. Sono cresciuta con le mie idee indipendentemente dal crocifisso, io come tutti gli altri miei compagni; per questo mi chiedo: che bisogno c’è di metterlo lì?

Quando si legge di scuole con i soffitti che crollano, quando ci sono strutture lasciate al più totale degrado e genitori che sono costretti a fare le collette per l’acquisto di qualche fotocopiatrice, allora mi chiedo se è così indispensabile per gli studenti che ci sia un crocifisso appeso al muro, se non sia più importante dibattere delle condizioni in cui versano le scuole, degli stipendi degli insegnanti, dei programmi didattici.

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