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C’era una volta Roberto Baggio

imageAnni fa indossava una maglia con su il numero 10. Per dirla giusta, ha indossato tante maglie di colori diversi e con importanze diverse. Eppure non era una questione di casacche ma di stile. Unico, inconfondibile, pregevole, ammirevole, elegante. Era, ed è, Roberto Baggio. Un mito, un’icona, un “pallone d’oro” che ha mantenuto ancora oggi uno charme incredibile così come ci testimoniano le immagini della serata di Sanremo dove era ospite e in cui ha dato prova del proprio “tocco”. Attraverso una lettera sincera, commovente e importante ha voluto parlare ai giovani donando loro dei consigli utili per affrontare la vita. Un testamento che rimarrà ai ragazzi e a quanti di loro hanno ammirato le sue giocate. Baggio parla di passione! “Non c’è vita senza passione” che è dentro di noi e la si può anche trasmettere, così come anche la gioia specie in quello che si fa. Avere coraggio per non farsi sconfiggere e andare avanti e sentirsi soddisfatti per quello che si è fatto. Il successo, che vuol dire realizzare nella vita ciò che si è. Il sacrificio come essenza della vita e il duro lavoro che costruisce il ponte tra i sogni e la realtà. Inseguire e abbracciare i propri sogni e crederci, intanto che gli eroi quotidiani sono quelli che danno il massimo nella vita.

Con qualche capello bianco e senza più il codino, Baggio è l’antieroe sportivo non tanto di ieri quanto di oggi. Ha in sé emozione e coraggio e pur se davanti ad una telecamera non riesce ad essere naturale, vuole esprimere un pensiero profondo e intenso che merita di essere compreso dalle nuove generazioni che spesso dimenticano cosa significa sacrificio. Il fantasista Roberto riferisce ai giovani calciatori, ragazzi e uomini, un messaggio importante: vivere di sogni ma riuscendo a rimanere con i piedi ben saldi per terra.

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