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Volersi bene

immagine articolo gennaio“Amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita”. Così recita uno dei celebri aforismi dello scrittore irlandese Oscar Wilde. Volersi bene può sembrare una condizione naturale, spontanea, che però non sempre si verifica in modo sistematico nella realtà di ciascun individuo. Quante volte ci si ritrova infatti ad essere il peggior nemico di sé stessi, il giudice più severo ed intransigente delle proprie azioni? Se da una parte mettersi in discussione è sicuramente un atteggiamento giusto, maturo e proficuo, dall’altra, una critica troppo serrata al proprio modo di essere di certo non è in grado di apportare alcun miglioramento alla propria esistenza, anzi, serve esclusivamente ad intaccare l’autostima e la fiducia nelle capacità che si possiedono. Specie nei momenti più critici, come la fine di una relazione o la perdita del lavoro, si tende a guardare al percorso fatto sino a quel punto come a un fallimento totale, ad addossarsi completamente colpe e responsabilità che probabilmente non sono attribuibili unicamente al proprio operato. Ci si sente sbagliati, inadeguati, incapaci di agire in modo valido. In particolare, se la persona amata si allontana ci si può convincere di aver meritato quel rifiuto, di non essere abbastanza, di essere i soli da biasimare per la conclusione del rapporto. Questo tipo di comportamento non fa altro che innescare una spirale negativa che può portare a perdere il proprio equilibrio e la serenità interiore. Per volersi bene è innanzitutto necessario iniziare ad accettarsi. Ogni persona è dotata di caratteristiche positive e negative che contribuiscono a renderla unica. È importante focalizzarsi sui propri punti di forza e cercare di trovare margini di miglioramento per quelli che sono gli aspetti meno brillanti della propria personalità, senza però viverli come una pecca terribile o un fardello opprimente. La perfezione non esiste e sentimenti come l’amore e l’affetto sono fatti anche di pazienza e comprensione: se ci si vuole davvero bene si è anche disposti a non far pesare eccessivamente all’altro i propri difetti, a non porre su di essi troppa enfasi. Per riuscire a stare effettivamente bene con se stessi è poi essenziale pacificarsi con il proprio passato. È necessario arginare completamente gli eventi negativi ormai inesorabilmente avvenuti, ricavare forza dalle esperienze dolorose vissute, trarre insegnamenti dagli errori commessi e guardare al presente con consapevolezza, concedendosi nuove possibilità. Altro elemento fondamentale al fine di mantenere l’armonia è imparare a conoscersi, a capire quali sono effettivamente i propri desideri più veri ed autentici. Spesso ci si convince di volere qualcosa, di aver bisogno di qualcuno senza chiedersi davvero se è ciò che può apportare dei benefici alla condizione attuale, senza mettersi effettivamente in ascolto della propria interiorità. Prendersi cura di sé, volersi bene, accettarsi per ciò che si è, essere soddisfatti quando si raggiunge un obiettivo ed imparare a perdonarsi se invece non si è stati all’altezza delle proprie aspettative possono diventare delle semplici regole di vita in grado di migliorarne sensibilmente la qualità. Adottare questo stile di pensiero non significa implicitamente diventare narcisisti o egocentrici, ma induce semplicemente a sviluppare un rapporto con sé stessi basato sul rispetto della propria individualità. Solo se si è in grado di raggiungere questo equilibrio interiore, se si ha stima e fiducia in ciò che si è, le relazioni con gli altri potranno essere positive e soddisfacenti. Tale concetto è espresso efficacemente nelle parole di Fabio Volo che nel suo testo È una vita che ti aspetto scrive :

“Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l’unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri”.

Fonte immagine: http://vitalibera.it/cosa-significa-amare-se-stessi/

 

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