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Rispetto con data di scadenza

«Tu sei il mio migliore amico…» «E tu il mio…»

«E saremo amici per sempre,non è vero?» «Sì,per sempre!»

(Red e Toby – Nemiciamici)

Illustrazione di Elisa Moi

Illustrazione di Elisa Moi

È risaputo: superata la soglia della pubertà è chiaro a tutti che la vita non sia una favola. Della favola resta solo la morale perché, si voglia o no giocare con le parole, ciò che segna insegna.  Non credo di generalizzare eccessivamente dicendo che ognuno di noi, nel proprio percorso, ha incontrato “un per sempre” che adesso preferisce chiamare “maledetto il giorno”. Una certezza per la vita diventata LA delusione della vita. Non una scommessa persa, niente calcolo delle probabilità, solo la calma e la tranquillità di chi sa di poter mettere la mano sul fuoco. E se davvero l’avessimo messa ci saremmo bruciati. Voi ed io.

Lasciamo da parte le storie d’amore intese in senso passionale: riuscire a non vomitarsi addosso rabbia, incomprensioni e delusioni reciproche è talmente difficile da diventare un’impresa addirittura rara. I “per sempre” maledetti di cui parlo sono quelli che abitano le relazioni amorose a tutto tondo, le amicizie fraterne, nascondendosi dietro le maschere invisibili dei cosiddetti “migliori amici”.  I rapporti purtroppo, o per fortuna oserei dire a posteriori, finiscono. Fin qui  niente di nuovo. C’è qualcosa che invece non dovrebbe finir mai: il rispetto. Uno sconosciuto che si perde tra nuovi arrivi, finte occasioni, interessi arroganti, e si scorda delle promesse, dei giuramenti sobri fatti da ubriachi, dei dentifrici condivisi, degli insulti pesanti verso i nemici di uno che diventavano i nemici comuni.

Se è vero che non c’è niente di più forte di un legame di sangue, io credo che ci sia un investimento totale e una carica affettiva indicibile nei confronti delle persone che decidiamo di scegliere. È la storia del caso contro la coscienza, dell’imposizione contro il libero arbitrio, del già scritto contro la decisione personale. È quindi un patto, quello tra amici che si lasciano, che si rompe due volte: si tradisce l’amore e si tradisce la scelta.

Come è possibile che non resti niente di un sentimento per il quale avremmo sfidato il mondo intero? Come è possibile che diventi parte del mondo esterno quello che prima era parte di noi? Dovrebbe finire tutto ma non il rispetto verso i ricordi e verso la persona con la quale li abbiamo disegnati, perché il rispetto non dovrebbe avere una data di scadenza. Se qualcosa non c’è più non vuol dire che quel qualcosa non sia mai esistito. Viviamo tutti concentrati nel presente, a volte lo bruciamo e lo sciupiamo nella costruzione del futuro ma non teniamo conto che siamo fatti di passato, e il passato merita rispetto. Ci sono cose sacre, e non andrebbero toccate. Non andrebbero toccate mai. Neanche dopo gli insulti, le rotture, l’incamminarsi verso strade diverse e l’esposizione di pensieri cozzanti. Sono sacre le parole dette, scritte – sui fogli di carta, su righe virtuali, nel cuore – e urlate con la voce rotta dal pianto. Sono sacri i segreti, gli errori, le bugie dette ad altri, le cose nascoste di lei che sai solo tu. Sono sacre le persone che le sono appartenute, i posti che ha vissuto con te, i cibi inventati insieme, i nomignoli, i film, le canzoni, ogni cosa che prima è stata sua.  Sono sacri gli ex, i primi amori, i vestiti che lei non ha comprato perché volevi indossarli tu. Però non tutte le storie che ho sentito finiscono così. Alcuni mi raccontano di amori consumati con la fretta, senza la conoscenza della costanza, senza l’esercizio di un rispetto a lungo termine. Il rispetto è diventato un alimento. È un rispetto con data di scadenza.

Postilla: Il rinoceronte e la bufaga in natura si aiutano reciprocamente; la bufaga ottiene protezione dal rinoceronte e in cambio l’uccello, posizionandosi sulle sue spalle, lo avvisa in anticipo dei pericoli in lontananza grazie alla migliore visuale data dalla posizione favorevole. Sono il simbolo perfetto di un’amicizia sincera e di un rispetto incondizionato.

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