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PERICOLO ANORESSIA: QUANDO LA MALATTIA DIVENTA UNA MODA

anoressia“Non sei abbastanza bella”, “non sei abbastanza magra”: queste le affermazioni  e i giudizi che vengono frequentemente e superficialmente emessi ai giorni nostri, e i modelli che sempre più spesso ci propinano i settori della tv e della moda ne sono una valida testimonianza.

Non solo le ragazze, ma anche i ragazzi , fortemente interessati al mondo dello spettacolo in cui trovano degli esempi da seguire e dei miti da emulare, si ritrovano così  a voler assomigliare a modelli di perfezione che nel mondo senza luci e paillettes  non esistono; inseguono “forme fisiche” inarrivabili perché irreali, e per farlo improvvisamente smettono di mangiare pensando che rifiutando il cibo si possano avvicinare al loro agognato prototipo fisico. Una cosa spaventa però in modo particolare: il fatto che questa “patologia”, perché di questo si tratta, di una vera e propria malattia, non desti scalpore a sufficienza, anzi, salti agli onori delle cronache solo quando muore una modella anoressica e poi, di nuovo giù nel dimenticatoio. Questo sta a significare che nella società odierna è ancora ben radicato il pensiero, errato quanto diffuso, che anoressia e bulimia sono disturbi poco comuni e che si possono curare semplicemente mangiando o smettendo di rimettere, ma non è affatto così.

Il termine anoressia deriva dal greco “anorexia”, che sta a significare “privo di appetito”; questo è appunto il sintomo che maggiormente accompagna numerose tipologie di disturbi alimentari, manifestazione palese di un malessere più profondo che colpisce  a livello psicologico numerosi adolescenti, abitanti inermi e indifesi di un’epoca in cui essere magri sembra essere la cosa più importante.

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che interessa l’1-2% delle donne di età compresa tra 12 e 20 anni. Certo, alcune donne a volte presentano comportamenti tendenzialmente anoressici durante una dieta dimagrante, tuttavia non bisogna fare confusione: l’anoressia è una malattia che non ha niente a che vedere con la voglia di dimagrire per rientrare in una taglia 38! Colpisce spesso persone senza problemi, provenienti da famiglie apparentemente unite e di buona estrazione sociale: ad esempio, la celebre principessa Sissi è uno dei primi casi conosciuti di anoressia. Ma ciò ovviamente può rappresentare una prova esplicita di un disagio più profondo insito in una problematica familiare, sociale o puramente fisica.

I pediatri italiani lanciano l’allarme:l’età in cui si manifesta si sta progressivamente abbassando. In passato i disturbi alimentari si manifestavano intorno ai 18 anni, mentre oggi l’età media si è abbassata a 16 anni. Ma esistono dati molto preoccupanti in quanto aumentano anche i casi di anoressia precoce, prima dei 13 anni e , addirittura, non mancano bambini in piena età scolare. A suonare il campanello d’allarme, è stato l’ultimo congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva  e Sociale , ma gli esperti  italiani sono supportati da una ricerca  dell’università di Harvard che sostiene che il 15 % delle adolescenti americane soffre di una qualche forma di disturbo alimentare .

La ricerca è stata condotta su oltre 8000 adolescenti che dal 1996 fino al 2008 hanno risposto annualmente a dei questionari. I risultati indicano che poche risultano anoressiche o bulimiche, ma molte hanno un disturbo alimentare meno evidente ma con comportamenti comunque scorretti con il cibo. Ma quali sono i motivi? Sicuramente la maggior rilevanza che socialmente viene data alla forma fisica e all’estetica, fino all’aumento in generale di disturbi di origine psichiatrica in età evolutiva. I pediatri italiani spiegano che il problema dell’anoressia diventa particolarmente grave quando compare prima della pubertà: perché, oltre al disturbo in sé , si aggiungono le gravi conseguenze dell’interruzione dello sviluppo .

Nella propria vita quotidiana, la paziente anoressica  è in costante lotta con la fame e il cibo. Può arrivare fino a perdere il 50% del suo peso, e le conseguenze di questa denutrizione possono essere insonnia, caduta di capelli, stanchezza, blocco delle mestruazioni, decalcificazione delle ossa, cali di pressione; curare questa patologia è un percorso molto lungo e difficile, e solo 1/3 delle pazienti ne esce totalmente , mentre il 10% ne muore per suicidio o denutrizione. Gli psicologi hanno difficoltà nel definire  le cause di questa malattia: spesso moda, mass media  e modelle sono stati accusati di incitare all’anoressia. Per alcune giovani donne, questa spiegazione della corsa al dimagrimento sembra sufficiente; ne abbiamo un’idea prendendo in considerazione lo sviluppo dei blog “pro-ana”, in cui le giovani donne si vantano di mangiare una mela al giorno e pubblicano frasi come “la magrezza è la base della bellezza”.

I medici constatano spesso che le giovani ragazze anoressiche si rifiutano di diventare donne, di  avere il ciclo, un seno e dei fianchi prosperosi, quindi privato del cibo il loro corpo assomiglia il più possibile a quello di una ragazzina. D’altra parte, gli anoressici soffrono di grandi sensi di colpa e ritengono di non aver diritto al piacere e quindi, visto che il piacere più facilmente accessibile è quello dato dal cibo, si rifiutano di mangiare. Spesso poi cedono e hanno crisi di bulimia: s’ingozzano senza provare piacere e si provocano il vomito. Spesso questo senso di colpa è causato da un’esperienza traumatizzante: un divorzio in famiglia, o un’esperienza sessuale vissuta male.

Ma, come curare l’anoressia? Per tanto tempo, l’unica cura è stata il ricovero (a volte forzato), che implica l’isolamento totale della paziente dalla sua famiglia. La medicina oggi tenta di adattare i trattamenti alla situazione individuale di ogni paziente. In ogni caso è indispensabile fare controlli medici, psicologici e nutrizionistici. La strada per arrivare alla guarigione e  al recupero di un’alimentazione sana è lunga e difficile, le ricadute infatti sono frequenti: ma bisogna lottare, con il sostegno delle famiglie, e un forte aiuto psicologico per far capire alle giovani pazienti che troppo magro non è bello e che questo non è il mezzo per sentirsi accettate dagli altri.

 

 

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