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Occhi per osservare…

Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi:

devi vederle con il cuore e questo non è facile.

Sergio Bambarén, Il delfino, 1995

occhi per osservareEra una splendida giornata di sole. Un sabato spensierato pronto ad accogliere una primavera insolitamente in anticipo. Poche auto in circolazione, suoni angusti ma misuratamente concepibili e un vento soffice, tenue, gradevole. I miei passi erano lenti e i miei occhi illuminati da un bel sole. Da alcune sbarre sulla mia sinistra osservavo un signore con cappellino di lana, su sedia a rotelle e intento a gustare un panino da poco acquistato. Era scuro in viso e i suoi abiti trascurati. Aveva un’espressione stanca e abbattuta eppur tuttavia il suo pasto lo confortava. Nello stesso istante, dalla benzina sulla mia destra un giovane era pronto a fare il pieno alla sua lucente Mercedes. Indossava abiti alla moda e occhiali fashion. Ruspante e altezzoso, afferrava la pompa del carburante con decisione. Svoltato l’angolo, intanto che il signore sulla sedia a rotelle era già arrivato al secondo o al terzo boccone, notai un’elegante signora con tacchi alti e sciarpa tattica color panna, volta a mostrare tutta la sua persona e qualche metro più in là una ragazza cinese davanti al suo negozio orientale concentrata a parlare al telefonino un linguaggio giustamente incomprensibile. Dal bar delle slot machine, qualche passo dopo, ecco veder uscire prima una corpulenta signora e poi un uomo intorno la quarantina. Sul volto, espressioni opache ed ermetiche incapaci di far trasparire ogni sentimento.

Eccomi al supermercato e prima di entrare rifletto e sospiro, e d’un tratto mi rendo conto di essere nel 2014 e che non mi ero mai mosso da questo tempo. Il futuro era quel giorno e non ero preparato del resto. Non ero pronto all’indifferenza e presto mi resi conto che sarebbe stata l’arma del futuro e oggi possiedo solo gli occhi per osservare.

Il peggiore degli atteggiamenti è l’indifferenza,

dire “io non posso niente, me ne infischio”.

Comportandovi così, perdete una delle componenti

essenziali che ci fa essere uomini.

Una delle componenti indispensabili:

la facoltà di indignazione e

l’impegno che ne è la diretta conseguenza. 

Stéphane Hessel, Indignatevi!, 2010

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