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Nemico influenza

influenzaAnche quest’anno il “maledetto” virus dell’influenza continua a mietere vittime, soprattutto da fine gennaio in poi. Ma di cosa si tratta nello specifico? È una patologia di tipo virale, causata da un virus RNA appartenente agli Orthomyxoviridae, trasmissibile mediante le vie aeree, che ogni anno colpisce milioni di persone, e che periodicamente muta; quella attuale è un’epidemia nella norma, ovvero non molto aggressiva, e con piccole mutazioni rispetto allo scorso anno. Continua a circolare la tipologia di virus già presente nel 2009, ovvero l’ H1N1 dell’influenza A che è rimasto sempre più o meno tale, l’H3N2 che circola da anni e che di fatto è poco mutato e, infine, quello di tipo B.

Il primo freddo rappresenta una minaccia sia per i più giovani che per i più anziani: le categorie più a rischio ovviamente sono coloro che possiedono un apparato respiratorio già defedato da patologie croniche ostruttive, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), in quanto il virus ne riacutizza i sintomi, aumentando tosse, emissione di espettorato e dispnea. Ma prima ancora che il gelo faccia capolino, sono i virus “parainfluenzali” a far da padrone: coronavirus, adenovirus e rinovirus provocano fastidi meno intensi della classica influenza, ma protratti per più tempo, durando anche fino a 15 giorni, e abbassando le difese immunitarie espongono  e “preparano” l’organismo all’epidemia influenzale stagionale.

Come distinguere però l’influenza da questi sintomi prodromici di infezioni respiratorie che spesso mimano l’epidemia influenzale? Per poter diagnosticare l’influenza, clinicamente bisogna rilevare tre sintomi caratteristici: febbre abbastanza elevata, un sintomo respiratorio come mal di gola ,tosse o raffreddore e, infine un sintomo sistemico come stanchezza, dolori ossei o muscolari. Nelle patologie simil-influenzali invece, che spesso precedono l’influenza, questa triade non si presenta contemporaneamente, ma possiamo trovare un solo sintomo o molto spesso un binomio degli stessi. Frequentemente quindi si pensa di essersi imbattuti nell’epidemia influenzale e invece si tratta di un virus parainfluenzale e quindi, per così dire, minore. Questi ultimi sono centinaia e possono dare raffreddore, mal di gola, naso che cola e la prevenzione sta nel mantenere prudenza nell’uscire di casa coprendo naso e gola, evitare gli sbalzi di temperatura, seguire un’ alimentazione ricca di vitamine e lavare spesso le mani, per evitare contaminazioni microbiche. L’influenza invece si può evitare effettuando il vaccino, che ogni anno è efficace nell’ottanta per cento dei casi, ma che comunque, nel caso ci si ammali lo stesso, riduce i giorni da trascorrere a letto. Inoltre entrambe le infezioni virali durano 3-4 giorni, ma l’influenza continua a dar segno di sé con senso di affaticamento e quindi una mancata ripresa per una decina di giorni, a differenza dei virus parainfluenzali.

Il consiglio è l’assoluto riposo e ricorrere ad antipiretici (la classica Tachipirina) per abbassare la febbre, e agli antiinfiammatori per eventuali dolori e infiammazioni. Il Paracetamolo infatti si è dimostrato il farmaco migliore per contrastare l’influenza, tenendo sempre presente che però la febbre è “sana e naturale” risposta dell’organismo ad un’infezione; le ricerche dimostrano che l’efficacia delle inalazioni di vapore non è così alto, ma in ogni caso, visto l’ampio spettro di sintomi, il modo migliore per curarli, è trattare il segno preminente e quindi prendere un farmaco specifico in base alle manifestazioni del momento:anche nell’arco della singola infezione respiratoria può essere opportuno cambiare medicinale, per affrontare i sintomi che man mano si modificano. Agire cautamente con i decongestionanti spray, in quanto oltre a ledere la mucosa nasale, provocano l’effetto “rebound” ovvero, dopo una prima diminuzione dei sintomi, al momento della sospensione non fanno altro che peggiorare il quadro clinico.

Anche la dieta è molto importante, tenendo presente che nel periodo dell’infezione vi è una certa inappetenza: dal momento che febbre e infezioni creano reazioni cataboliche, bruciando massa magra, bisogna evitare il digiuno ed avere un buon apporto proteico, consumando carni magre, pesce e riso e subito dopo il periodo d’infezione, riprendere l’attività fisica per ridare consistenza ai muscoli. Integrare il tutto con una buona dose vitaminica e di probiotici e yogurt è un’ottima soluzione.

Argomento di ampia discussione è l’utilizzo preventivo del vaccino: attualmente solo il 56% della popolazione vi ricorre prima del picco stagionale, proprio perché ancora appare un tabù e non vi è la conoscenza appropriata sull’argomento. Una buona fetta di popolazione se ne è allontanata per la stretta correlazione che viaggia nella mente dei più tra il vaccino e i pesanti effetti negativi che esso potrebbe apportare; si arriva così, soprattutto nelle categorie più “deboli”, a gravi complicanze, a volte addirittura letali. A questa categoria appartengono gli anziani, donne in gravidanza in secondo e terzo trimestre di gravidanza, adulti e bambini con patologie cardiovascolari o respiratorie, persone con deficit immunitari, diabetici e  operatori sanitari. L’influenza quindi, in una fetta ben specifica di popolazione, non va assolutamente banalizzata.

Fonte immagine: http://urbanpost.it/come-prevenire-la-febbre-e-l-influenza-nel-2013-consigli-e-falsi-miti

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