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MIOPIA: “OCCHIO” ALLA TROPPA TECNOLOGIA

“Maestra, non ci vedo bene!”: chissà quanti insegnanti di oggi si saranno allarmati sentendo pronunciare, dai propri studenti, questa frase. Purtroppo i disturbi della vista sono molto frequenti, già a partire dall’epoca scolare, e più si va avanti più il disturbo insorge precocemente.  «Trent’anni fa la miopia colpiva un europeo su cinque, oggi più di uno su tre» ha osservato Antonio Scialdone, direttore dell’Ospedale oftalmico Fatebenefratelli  di  Roma al congresso internazionale di chirurgia della cataratta e della patologia refrattiva. «Fra 30 anni avremo una generazione di miopi?» si chiede quindi  l’esperto.

Ma da che cosa è determinata questa crescita esponenziale dei disturbi visivi? Sicuramente c’è la predisposizione genetica, ma molto dipende anche dall’ambiente in cui si vive abitualmente e soprattutto dai comportamenti. Primo fra tutti l’uso di Pc, tv digitali e smartphone: viviamo in un’epoca in cui, forti del grande avanzamento tecnologico e dei giovamenti  apportati da ciò, gli occhi vengono troppo precocemente e troppo spesso sottoposti ad un continuo sforzo di messa a fuoco, e ad un prolungato accomodamento della vista per vedere da vicino. Per poter interloquire ci si abbandona completamente nelle mani dei telefonini, per visionare l’ultimo film uscito nelle sale cinematografiche ci si affida ad internet, è scoppiata la Candy Crush mania , Whatsapp appare uno dei metodi più veloci per scambiarsi foto, video  e le informazioni più disparate e, ovviamente, i problemi oftalmici, e in particolar modo i soggetti miopi, sono in crescita esponenziale.

Ensaio-sobre-a-Miopia-by-layana-leonardo-10La miopia infatti è quel difetto della vista che determina una difficoltà nella visione da lontano lasciando una buona visione da vicino. La più alta percentuale del difetto si ha tra gli orientali ed in particolare tra i cinesi (dal 50 al 70%) ed i giapponesi (30%); negli Stati Uniti ed in Europa la miopia colpisce il 15-25% della popolazione. In Italia interessa il 20-25% dei soggetti e tra questi più dell’80% presenta un difetto compreso tra 1 e 6 diottrie. Accade che i raggi luminosi che attraversano l’occhio, cadono davanti la retina invece di cadervi esattamente sopra e questo a causa principalmente di un allungamento del bulbo oculare di cui i pazienti miopi spesso soffrono. Tra le altre cause anche una curvatura della cornea (nel caso del cheratocono per esempio) e del cristallino maggiore della norma e un aumento del potere refrattivo del cristallino. La miopia fisiologica, il tipo di gran lunga più frequente, non è altro che una mancanza di proporzione tra il potere refrattivo del bulbo oculare e la sua lunghezza assiale.

Il termine di miopia patologica si usa per indicare una forma miopica che comporta alterazioni degenerative dell’occhio ed è dovuta ad un eccessivo aumento dei diametri oculari (miopia assile); questo tipo di miopia aumenta di solito rapidamente durante l’adolescenza e nel passato ha ricevuto il nome di miopia progressiva o maligna.

La prima e più usata correzione per la miopia è l’occhiale in quanto di facile uso; consente inoltre di affiancare al suo potere terapeutico un tocco di stile al proprio look; esso però comporta inevitabili problemi visivi che aumentano quanto più è forte la miopia che corregge. L’immagine risultante percepita dal soggetto miope è infatti rimpicciolita ed è nitida solo nella porzione centrale per colpa delle aberrazioni e distorsioni causate dalla parte periferica della lente. Questi inconvenienti provocano un’errata valutazione delle distanze e delle profondità (gli oggetti rimpiccioliti appaiono più lontani viceversa quelli ingranditi sembrano più vicini) influenzando la qualità della vita dei pazienti che ne fanno uso. Le lenti per correzioni elevate inoltre obbligano alla scelta di montature robuste e piccole senza lasciare molta libertà di scelta al paziente. Gli occhiali sono pesanti tanto da essere causa di antiestetici solchi sul naso e spesso limitano il soggetto nella pratica di diverse attività sportive. Sono stati studiati e realizzati nuovi materiali per produrre lenti con caratteristiche tali da ridurre questi inconvenienti, tuttavia tali lenti risultano molto più costose e non risolvono completamente i problemi.

La qualità visiva migliora con l’applicazione delle lenti a contatto: non c’è rimpicciolimento o distorsione periferica dell’immagine, vengono risolti i problemi di natura estetica e funzionale ma non possono essere tollerate da tutti e, soprattutto in alcune condizioni d’impiego (ambienti ventosi, polverosi, fumosi ed eccessivamente caldi), non garantiscono una sopportabilità accettabile. In più, a causa dell’inquinamento ambientale stanno aumentando considerevolmente le intolleranze alle lenti a contatto da manifestazioni allergiche dirette e crociate.
 Se usate eccessivamente, vista la qualità visiva e l’indipendenza che danno, possono determinare, inoltre, problemi strutturali della cornea (vascolarizzazione del limbus sclero-corneale, perdita di cellule endoteliali, astigmatismi irregolari, ecc), stress a carico dell’apparato lacrimale oltre a problemi acuti, alcune volte estremamente gravi, quali infezioni, ulcere corneali anche perforanti, leucomi corneali centrali, ecc. .

Per coloro che decidono di voler essere indipendente da occhiali o lenti a contatto, è diventata molto diffusa la correzione con  laser ad eccimeri (per i difetti lievi e medi) o la correzione chirurgica (per i difetti elevati). Il primo è un metodo che emette luce a frequenza pulsante di durata brevissima e frequenza molto alta: essenzialmente questa metodica consiste nell’agire sugli strati corneali, asportando quelli che interferiscono negativamente e variando quindi poi sulla rifrazione stessa.

La chirurgia con laser ad eccimeri non è rischiosa, ma in ogni caso non può essere applicata a tutti i soggetti. È bene aspettare che i pazienti da sottoporre all’intervento abbiano almeno 20-21 anni ed una miopia stabile, che non continua quindi a peggiorare, da almeno 2 anni. L’intervento è indicato soprattutto nei pazienti che presentano intolleranza alle lenti a contatto o che, psicologicamente, non sopportano gli occhiali.  Ovviamente, in quanto tecnica chirurgica, non è esente da rischi e controindicazioni quali malattie autoimmuni e collagenopatie per l’ imprevedibilità dei processi di riparazione corneale, glaucoma che potrebbe aggravarsi a causa della terapia cortisonica locale, patologie in trattamento farmacologico ormonale in quanto le stesse influenzano il processo riparativo corneale, diabete mellito ed epilessia. Inoltre nei pazienti anziani è importante che non esistano alterazioni della trasparenza del cristallino (cataratta) o patologie retiniche (maculopatie).

Gli esperti comunque consigliano, soprattutto come metodiche preventive, di utilizzare preferibilmente televisori grandi che non inducano i bambini a stare troppo vicini allo schermo, di limitare la permanenza davanti al pc in quanto ciò non promuove l’ammiccamento (il battere delle ciglia) e quindi un’alterazione del film lacrimale e di stare molto attenti alla ‘luce blu’ diffusa da tv e tablet in quanto penetra fino alla retina provocando sfocatura e riduzione del contrasto. Uno studio molto interessante pubblicato su Oftalmology dimostra inoltre che se i bambini stessero più tempo all’aperto si ridurrebbe il rischio di miopia perché la dopamina, sostanza prodotta nella retina con la luce naturale, è importante per trasmettere le immagini al cervello e sembra in grado di evitare la crescita eccessiva dell’occhio, che porta alla miopia.

Insomma, anche se la società del duemila appare sempre più avanzata e all’avanguardia grazie alla tecnologia imperante, tutto ciò sembra aver reso la stessa portatrice di altri piccoli ‘handicap’ che appaiono sempre più  in crescita e che rendono sempre più insalubre il mondo in cui viviamo; per questo motivo cercare di prevenirne la precoce evoluzione appare un valido metodo per evitare fra qualche decennio di diventare una popolazione di “quattrocchi”.

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