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Liquirizia: una sana passione?

liquirizia5La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Leguminosae (o Fabaceae), il cui nome deriva dal greco glykys che significa dolce e rhiza che sta per radice. Molto nota per il suo sapore inconfondibile e per la sua capacità di aumentare la pressione sanguigna, essa è commercializzata in forma di bastoncini da masticare, tagliuzzata per preparare tisane e infusi, in confetti preparati con l’estratto, usata come additivo per le sigarette insieme al cacao, oppure ridotta in polvere e in succo. A riprova del fatto che questa pianta è realmente in grado di esercitare delle azioni significative sull’organismo, non mancano nemmeno le controindicazioni al suo utilizzo, i suoi effetti collaterali se assunta in dosi elevate o in combinazione con l’assunzione di alcuni farmaci.

Già molto in voga fin dai tempi antichi, la liquirizia venne usata in Asia, Antico Egitto e nella medicina greca da 5000 anni per curare tosse (così come consigliava Ippocrate), disturbi epatici e intossicazioni alimentari, mentre in terra europea fu introdotta successivamente, solo nel XV secolo, dai frati domenicani. Fu trovata nel corredo funebre di Tutankamon, utilizzata da Napoleone per lenire i dolori allo stomaco prima delle battaglie e negli ospedali francesi veniva unita a orzo e gramigna per preparare tisane salutari.

Proprietà-LiquiriziaLa tradizione popolare attribuisce alla radice di liquirizia diverse proprietà farmacologiche: digestiva, antinfiammatoria, depurativa, diuretica e protettiva della mucosa. Antiulcera, emolliente, rinfrescante, espettorante, corticostimolante ed antiflogistica. Le foglie, dalle proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e antinfiammatorie, vanno usate fresche. Fra tutte però la caratteristica che in passato l’ha resa celebre è il suo potere dissetante: gli Sciti (popolazione nomade d’origine iranica), che si cibavano solo di formaggi di capra e liquirizia, camminavano per ore nel deserto senza patire la sete grazie all’azione rinfrescante di questa preziosa radice.

Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina che le conferisce un’azione antinfiammatoria e antivirale. Inoltre è più dolce del saccarosio. Tra gli usi più diffusi di questo “rimedio naturale” vi è la riduzione dei sintomi dei disturbi legati all’apparato digerente: ulcera gastrica, stitichezza, bruciori di stomaco, coliche e gastrite cronica. Anche sul fegato sembra svolgere una marcata azione protettiva. In uno studio, condotto su oltre cento persone affette da insufficienza epatica cronica, è stato evidenziato come l’estratto secco di liquirizia, in soli trenta giorni, possa aver prodotto miglioramenti visibili. Dopo un attento esame è stato rilevato un aumento del glicogeno epatico e una riduzione dei trigliceridi e transaminasi, e tutto ciò grazie ai suoi effetti antiossidanti.

Le proprietà antiinfiammatorie e cicatrizzanti della liquirizia la rendono un ottimo rimedio naturale per infiammazioni cutanee: grazie agli effetti inibitori sul rilascio di istamina a livello dei mastociti influisce positivamente su eczema,psoriasi e dermatiti. In commercio esistono infatti molte preparazioni per uso esterno a base di liquirizia ad azione protettiva, lenitiva e antibatterica per pelli sensibili.

Ma le virtù della liquirizia non finiscono qui: calma la tosse aiutando a espellere il catarro nei bronchi, regola gli ormoni femminili (estrogeni) quando questi sono squilibrati o in eccesso e l’infuso aiuterebbe anche a favorire il rilassamento mentale e a ridurre l’insonnia grazie alla stimolazione dei liquidi cerebrospinali e alla regolarizzazione dei livelli di zuccheri ematici.

Nonostante i suoi effetti benefici, la liquirizia va comunque usata con parsimonia; a causa della riduzione del metabolismo dei corticosteroidi attraverso l’inibizione dell’enzima 11B-idrossisteroidi-deidrogenasi, che aumenta l’attività del cortisolo a livello renale, paragonabile a quella esercitata dall’aldosterone, induce nell’organismo uno stato di iper-pseudo-aldosteronismo, manifestando effetti ipertensivi. Infatti, superare i 30 grammi al giorno di liquirizia per diverse settimane può aumentare la pressione, abbassare i livelli di potassio nel sangue, indebolire, indurre paralisi e, in alcuni casi, causare danni cerebrali. I rischi sono gli stessi, ma ne bastano 5 grammi al giorno, quando ad assumerla sono persone che mangiano troppo sale o che soffrono di malattie cardiache o renali o ipertensive. Fra gli altri possibili effetti collaterali sono inclusi stanchezza, assenza del ciclo mestruale, mal di testa, ritenzione idrica soprattutto a livello di caviglie e viso, e, negli uomini,  problemi riferiti alla sfera sessuale. Non deve essere assunta in gravidanza e durante l’allattamento se si soffre di pressione alta o di disturbi cardiaci o renali, di malattie sensibili agli ormoni (come diverse forme tumorali e l’endometriosi), di ipertonia, se i livelli di potassio nel sangue sono bassi, in caso di disfunzione erettile e di un intervento chirurgico. Infine, la liquirizia può interagire con i seguenti principi attivi di alcuni farmaci: warfarin, digossina,estrogeni, furosemide (lasix), diclofenac (voltaren), diuretici, corticosteroidi.

È comunque da sottolineare che, come sostengono varie  ricerche portate avanti presso l’ Università di Bologna, l’aumento della pressione si verifica solo in seguito al consumo di caramelle e dolciumi in cui è contenuta la sola glicirrizina, che è uno dei componenti della liquirizia, ma non se questa è consumata nella sua integrità, ovvero pura.

amarelli-liquirizia-spezzata-scatola-latta-gialla-40gIn varie parti del mondo la liquirizia è molto utilizzata: in quello arabo è popolarissimo l’estratto di liquirizia diluito con acqua (il “sūs”), ma anche l’Italia si distingue per una ricca tradizione nel campo produttivo. La Calabria infatti vanta una notevole produzione e spicca in tutta Europa in tale settore grazie all’azienda Amarelli, fondata da Giorgio Amarelli a Rossano e operante fin dal 1731, che oggi si avvale di circa 300 lavoratori. Il Museo della Liquirizia, aperto dal 2001 e unico in Europa, conta circa 40.000 visitatori all’anno e, sorgendo sull’area dell’antico stabilimento agricolo e produttivo, fa mostra di uno dei prodotti di orgoglio calabro di maggior prestigio.

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