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LETTERA A BABBO NATALE

Caro Babbo Natale,

come tu ben saprai, questi, per noi comuni mortali, sono tempi alquanto difficili. Come ogni anno tutti i bambini del mondo ti avanzeranno le loro richieste di doni, e io penso a quanto le avrai viste cambiare queste richieste nel corso dei secoli…immagino i bambini del medioevo a chiederti  trottole, yo-yo, cavalli a dondolo e statuine rappresentanti diversi tipi di personaggi fatti in legno; o, ancora, i bambini dell’epoca dell’Illuminismo che iniziavano, magari, a desiderare i libri da leggere o qualche gioco che prevedeva i primi ingranaggi meccanici. Prendendo in considerazione i nostri giorni mi viene invece da pensare se ci sono ancora bambini che chiedono un libro da leggere o dei giochi tradizionali da condividere con gli amici!

banksyNell’era dell’elettronica non c’è quasi più spazio per i giochi tradizionali e, a dire il vero, non c’è nemmeno più spazio per le tradizioni. I giochi elettronici non favoriscono affatto lo sviluppo dei rapporti sociali tra i bambini e gli adulti si dimenticano giorno dopo giorno dell’importanza di creare attorno a loro una rete sociale di riferimento.
Un tempo Natale significava principalmente “famiglia”, nel senso più puro del termine:  si provava piacere nel ritrovarsi e nell’organizzare una riunione familiare, accettando profondamente le diversità o le difficoltà esistenti tra i vari membri del nucleo stesso.
Oggi, invece, ci si sente sempre forzati a riunirsi con i parenti, anzi, se è possibile, lo si evita volentieri. Il senso della famiglia sta svanendo così come il senso dello stare insieme disinteressatamente. Eppure, caro Babbo Natale, se non ricordo male il Natale deriva proprio dalla nascita di un bambino che ha consolidato l’esistenza della sua famiglia e che aveva in sé il destino di guidare l’umanità verso il bene; e, sempre se la memoria non mi inganna, quella notte in cui egli nacque, accorsero moltissime persone per partecipare al lieto evento, gente comune che con sé non portava cellulari, tablet, giochi interattivi o chissà cos’altro, ma solo semplici beni di primaria necessità. Tutte quelle genti non si recarono lì per dovere, ma per loro scelta e per la semplice voglia di condividere la gioia di quella famiglia: concetto probabilmente utopico per i giorni nostri.

Caro il nostro Babbo Natale, ci sono moltissimi bambini che richiedono come doni articoli inutili e superflui, ma penso anche a quei bambini che, invece, con tutte le loro forze, esprimono richieste ben diverse come, ad esempio, la fine di una guerra, vivere in delle mura entro le quali ripararsi, poter muovere le gambe o anche poter condurre una vita normale(normalità che qualche malattia ha portato via), avere una famiglia.
Papà Natale, mi piacerebbe che tu esistessi davvero per tutti i bambini e gli adulti del mondo che, come me, ricordano ancora il vero senso del Natale. Se tu esistessi davvero, anche io quest’anno, dopo tanti trascorsi dall’ultima, ti scriverei la mia letterina, che suonerebbe un po’ così:

Caro Babbo Natale, già da qualche anno, all’avvicinarsi della fine dell’anno solare, mi auguro che l’anno che sta per iniziare, sia migliore, sotto tanti aspetti, di quello appena trascorso: mi piacerebbe, ad esempio, poter guadagnare qualche soldino in più o che, perlomeno, il mio guadagno fosse adeguato alle innumerevoli ore di lavoro che svolgo; mi piacerebbe avere la possibilità di fare dei progetti, di costruire una famiglia; mi piacerebbe che la mia famiglia avesse solo sorrisi e nemmeno una lacrima; mi piacerebbe poter ridurre l’enorme quantità di sacrifici che tutti siamo costretti a fare ogni giorno; mi piacerebbe, dopo tutti gli sforzi fatti e che continuo a fare, che i miei sogni si avverassero almeno in parte; mi piacerebbe poter pensare che in realtà, in questo mondo, siamo tutti come una grande famiglia, con la solidarietà a farla da padrona; la verità, Babbo Natale, è che mi piacerebbe riuscire ancora a guardare questo trasandato mondo con gli occhi di una bambina, e che tutti potessimo ritrovare quello sguardo fanciullesco dell’infanzia, per distruggere quelle barriere che costruiamo crescendo, che ci impediscono di cogliere e apprezzare la profonda bellezza e semplicità di tutte le piccole cose che ci circondano!

Un sincero augurio di buon feste a tutti!

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