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L’amore tra rose e pomodori

 Dedicato ai miei cugini Sabina & Stefano che hanno saputo riconoscere i pomodori buoni.
 

Ieri sera è venuto a trovarmi Charlie Brown. Era disperato. Settimane fa ha piantato delle rose, e invece gli sono venuti fuori pomodori. Povero Charlie, era inconsolabile. Voleva il profumo di quei petali, voleva la perfezione di quelle linee delicate, e aveva programmato tutto.

Illustrazione di Elisa Moi ispirata a Charlie Brown

Illustrazione di Elisa Moi ispirata a Charlie Brown

“Ho fatto tutto quello che diceva il manuale del buon coltivatore, anzi, ho fatto anche più di quanto richiesto. E quelle rose dovevano nascere”.

Dopo aver aspettato per settimane, ora si ritrova con dei San Marzano tra le mani. Ripensandoci, forse doveva dargli più acqua, o meno acqua, forse doveva starci più dietro, o meno dietro.

“Ma no, so io cosa è successo. Le rose hanno le spine e, siccome hanno visto quanto io ci tenevo a loro, mi hanno fatto un dispetto e non sono nate. La vita è strana”.

“Mah” – dico io – “più che strana è stronza”.

A causa del mio linguaggio scurrile, percepisco uno sguardo di disapprovazione da parte di Charlie.

Ma queste cose vanno proprio così: è quando programmiamo, quando pensiamo di conoscerci, che il finale prende una piega sorprendente. Passiamo la vita a capire che tipo di persona vogliamo, quali caratteristiche deve avere, come si deve comportare, come deve essere fisicamente. Ne siamo così sicuri che ci basta uno sguardo, un’uscita, per capire che quello non fa per noi, che non è proprio il tipo che potrebbe renderci felici. E allora ci affanniamo per programmare tutto nei minimi dettagli, per costruirci una vita come pensavamo che ci piacesse, e poi… poi la mattina dopo ci alziamo e ci ritroviamo con dei pomodori.

“Ma io volevo le rose!” – risponde Charlie, in lacrime.

Seduto sul mio divano, con la testa fra le mani, capisco la sua delusione. Ѐ la stessa che abbiamo tutti quando le cose non vanno come previsto, quando non ci rendiamo ancora conto che, mentre la rosa ha le spine, col pomodoro ci possiamo fare la pizza; che, mentre la rosa a volte puzza, il pomodoro appena colto è un tripudio di profumi.

E allora, una volta che la piccola coltivazione è diventata una piantagione, una volta che il sole splende su quei fantastici pomodori e sei felice, ti domandi: ma poi, le rose, le ho mai volute veramente?

Ma è impossibile far riflettere Charlie. Se potesse tornare indietro nel tempo sono sicura che pianterebbe di nuovo rose. Eppure noi la sappiamo più lunga di lui. Sì, perché quello che Charlie non sa è che, delle volte, i pomodori sono la cosa migliore che possa capitare.

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