Articolo

La regola dei due mesi

   Dedicato al Dr Napolitano, MD

 

Una mia amica ha di recente aperto un blog. Sorprendentemente non è il solito blog in cui la gente sfoga pubblicamente i propri rancori e le frustrazioni derivanti dalla fine di una relazione pensando che importi a qualcuno leggerli. In ogni pagina del suo diario racconta le sue esperienze sentimentali in un modo che induce naturalmente alla riflessione.

La scorsa settimana ha parlato della regola dei due mesi. È facile mostrarsi sicuri di sé, istrionici, divertenti e forti durante i primi incontri. È dopo un paio di mesi – secondo lei –che si cominciano a vedere le prime crepe, le prime avvisaglie di problemi e  le incomprensioni dovute alle differenti personalità fino a quel momento tenute abilmente nascoste. Pensando e ripensando a quella regola, non so se i due mesi siano tassativi, ma di certo il concetto coglie nel segno. E guardando indietro alle mie storie passate mi sono accorta di poter generalmente schematizzare le relazioni nel seguente modo:

•  i “cuscinetti”:  quelle storie che sono state importanti, ma in cui magari l’amore non è mai arrivato; più che altro sono stati dolci fraintendimenti in cui dopo anni di distanza avete capito che avreste dovuto essere più amici che fidanzati. E probabilmente questo succede nella maggior parte delle volte, e ci si ritrova ad essere amici intimi, con una profonda familiarità, legati da un serio affetto e da una stimolante complicità. Sono le storie in cui la regola dei due mesi non ha funzionato, ma ha lasciato i risvolti migliori.

 (*) Controindicazioni: la ritrovata confidenza unita all’affetto potrebbe sfociare in possibile sesso occasionale. Fate attenzione: il tutto potrebbe essere anche molto positivo, ma  se non è quello che volete, siate chiari fin dall’inizio.

Illustrazione di Elisa Moi

Illustrazione di Elisa Moi

• le cosiddette “salvate”, o “sarvate” – leggera variazione in romanesco, a seconda dei gusti dialettali – : momenti di cattiva digestione finiti alla velocità di un rutto. Pensando al passato e a queste storie non si può che dire “ma come cavolo ho fatto…?!”; qui la regola dei due mesi è stata spavaldamente infranta e vi siete ritrovati con una persona che vi ha spaventato per quanto diversa vi era sembrata all’inizio. Sono storie spesso coadiuvate dal sostegno di amici che aumentano la vostra consapevolezza al riguardo con frasi come, appunto, “Mado’… te sei propo data/o ‘na sarvata”.

(*) Controindicazioni: fare attenzione a non ricascarci. Osservare una dieta più leggera per   evitare flatulenze indesiderate.

• Infine, dulcis in fundo, ci sono le vere e proprie “botte di culo”. Rare, agognate da tutti. Dopo essere diventati sospettosi a causa di una serie di cuscinetti e salvate, le botte di culo possono essere difficili da riconoscere. Quasi mai capitano quando ve l’aspettate ed anzi, spesso entrano nella vostra vita in sordina, senza fare schiamazzo, magari in un momento di transizione in cui siete pure già impegnati in una relazione già di per sé difficile. Una  caratteristica delle botte di culo è che sono situazioni che non vi lasciano in pace, alle quali avete la sensazione di non poter dire di ‘no’ . Si impadroniscono di tutta la vostra attenzione, delle volte facendovi comportare in modi non molto corretti e che probabilmente non confesserete mai. Sono quelle storie che silenziosamente vi sorprendono, facendovi accorgere di quanto ci sia di profondo in una confidenza acquisita piano piano. A fronte di partner migliori, già perfetti sulla carta, all’inizio queste storie possono sembrare decisamente impegnative, fin quando, una volta superata la regola dei due mesi, vi guarderete allo specchio e vi direte “Ca**o, mi sa che c’ho proprio avuto una botta di culo!”

 (*) Controindicazioni: possibile rincoglionimento da felicità, correlato da sdolcinati status su Facebook e da pensieri quali “Non ci posso credere…”, “Chi l’avrebbe mai detto!”,   “non avrei mai sperato di piacere a una persona cosi’!”.

blog comments powered by Disqus