Articolo

Au contraire

«Montreal ha qualcosa di speciale, non so cosa sia perché non ci ho trascorso abbastanza tempo, ma la mia band è molto attratta da questa città. Forse è perché c’è questa doppia cultura che, in un certo senso, ci ricorda l’Irlanda, o forse perché è più un centro culturale che politico. Oppure semplicemente perché Montreal ha alcune delle donne più belle che ho mai visto in vita mia.»

-Bono, U2

 

La neve cade fitta. Fa -14 e ho appena lasciato la casa di Meryil e Charlie. È stata una serata splendida. Charlie ha preparato una cena squisita, con un dessert invitante che persino la loro gattina guardava con invidia. Un clima familiare, una rilassatezza che poche volte ho provato, risate fragorose, battute argute (e a volte imbarazzanti) che solo i filosofi si possono inventare. È strano sentirsi di casa in una nuova vita iniziata appena due mesi fa. Quando ti trasferisci stabilmente in un altro continente la situazione di straniamento si sottovaluta sempre perché le novità ti invadono. La consapevolezza di non vivere semplicemente in una vicina città europea ma di avere un oceano in mezzo ti fa ancora di più percepire il distacco da casa e l’eccitazione di un’indipendenza sotto ogni forma di vita. Non sono venuta in Canada a cercarmi un lavoro, l’ho scelto da lontano; ho voluto tutto io quello che sta succedendo. Se da una parte è eccitante dall’altra c’è anche una bella pressione: se le cose vanno male, l’hai voluto tu. Ero preparata prima di venire a Montreal. Mi aspettavo le difficoltà iniziali, il maltempo, la solitudine tipica di chi si è appena trasferito e non ha ancora amici. Mi aspettavo perfino che sarebbe stata dura non solo all’inizio ma anche dopo. In fondo, era una scatola chiusa. Quello che non mi aspettavo era di scoprire che tutte queste mie preoccupazioni erano infondate.

Ancora mi ricordo la prima volta che ho conosciuto A. È stato appena qualche mese fa, ma sembra una vita. Una pizzeria orrenda e i suoi occhi che mi guardavano intensamente mentre raccontavo tutte le difficoltà di una nuova vita oltreoceano. Non avrei mai immaginato che la persona più emotivamente inaccessibile mai conosciuta avrebbe fatto sparire le mie paure con uno schiocco di dita.

Illustrazione di Elisa Moi

Illustrazione di Elisa Moi

– “Non ho amici d’infanzia qui. Quegli amici che ti conoscono da una vita e che sanno tutto di te, quelli su cui ti appoggi quando le cose vanno male. Quando passerò un momento difficile, con chi parlerò?”

– “Parla con me.” – mi risponde A.

Io, perplessa, dopo una settimana che ci conoscevamo, non ci ho creduto. Ma già dopo un mese qualunque confidenza è alla luce del sole. E i momenti trascorrono in un lampo tra telefonate infinite, discussioni accese, silenzi trascorsi a sorriderci, e un forte, profondo legame che sorprende entrambi.

Nella vita accadono cose strane: ci sono quelle persone con cui non avresti mai pensato di legare e con cui invece si forma un rapporto che non ha pari. Ci sono quelle persone a cui non avresti mai sperato di piacere perché troppo fuori dalla tua portata, e invece non solo succede, ma in modo completamente inaspettato.

– “Se mi avessero detto che sarebbe successo tutto questo non ci avrei creduto”- dico io, mentre A. sorride all’ennesima volta che ripeto la stessa cosa.
Come tutto questo sia possibile, non lo so. Come si possa trovare una connessione così speciale con qualcuno che neanche lontanamente pensavi di poter incontrare è un mistero.
Qualcuno ha detto che non si può essere felici avendo una cosa sola. C’è chi dice che serve molto di più. Servono un lavoro che ti faccia sentire vivo ogni giorno, degli amici veri, e una persona con la quale sperimentare una magica alchimia e a cui poter dire se non tutto, quasi. Sono d’accordo; una cosa sola non basta. Ma quando riesci a trovare anche il resto, allora si puoi sussurrare sottovoce che la felicità ti ha sorriso.

Quindi, domani mattina mentre vi lavate i denti guardatevi allo specchio e chiedetevi qual è la tessera del puzzle che vi manca. E, quando vi sarete risposti, andatevela a prendere. Vi auguro di trovarla più vicino casa di quanto ho fatto io. Ma anche se vi capitasse di passare nei dintorni di questo grande paese chiamato Canada, sappiate che non è affatto male viverci. Forse giusto un po’ freschetto…

blog comments powered by Disqus