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A qualcuno non piacerà

Change, illustrazione di Elisa Moi

Illustrazione di Elisa Moi

“Se non ti piace qualcosa, cambialo”  dice la poetessa Maya Angelou. E la frase non può che strapparci un sorriso che è facile a dirsi, difficile a farsi. Desiderare è piuttosto semplice, essere umani è desiderare quello che non abbiamo, si tratti di cibo, conoscenza, sesso o denaro. Rimuoviamo questi desideri e la cultura occidentale così come la conosciamo probabilmente cesserebbe di esistere. Il desiderio ci mette tutti in movimento portandoci il più delle volte alla conclusione che c’è bisogno di un cambiamento.  E quello si che è difficile.

“Da dove comincio? Come faccio? Non e’ mica facile, come glielo dico?”

Sarebbe bello avere una ricetta da seguire, riuscire a sentirci totalmente padroni di questo processo così sfaccettato che è il cambiamento, ma persino Jeffrey Kottler, che gli ha dedicato tutta la vita di ricercatore all’Università della California, ha concluso dicendo: “Non lo so.”

 “Ho passato gli ultimi 35 anni della mia vita scrivendo libri sul cambiamento, intervistando persone e ascoltando le loro esperienze, tentando di identificare le caratteristiche associate a quelle trasformazioni importanti che durano per sempre. E la mia conclusione è: non lo so. E non lo sapete neanche voi. Nessuna persona che ho incontrato lo sa. Il cambiamento è un processo talmente misterioso, complicato e multidimensionale che è impossibile da capire.”

 Una cosa però la sappiamo – e non abbiamo bisogno di un esperto che ce lo dica – e cioè che cambiare ci fa fatica. Questo perché la maggior parte delle volte il cambiamento genera un conflitto.

Rendere tutti felici è impossibile e quando non siamo felici noi, cambiare per stare meglio, delle volte, implica che qualcun altro starà peggio. Non importa infatti quale cambiamento vogliamo apportare alla nostra vita, a qualcuno non piacerà. Non importa in quale direzione siamo diretti, a qualcuno non piacerà dove stiamo andando. Ci sarà inevitabilmente un conflitto. Ma nel caso in cui ne valga la pena, nel caso in cui la nostra felicità pesi di più, inevitabile sarà anche la soddisfazione nell’aver fatto un cambiamento, talvolta anche doloroso, per realizzare un nostro desiderio. Se è vero che i desideri sono ciò che ci mette in movimento, allora restare immobili è quello li uccide. E forse, uccide lentamente anche noi. Quindi focalizziamoci sui desideri che per noi sono più importanti e diamoci una mossa. Perché come dice un vecchio film, “l’azione è carattere”.

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